Presentato a Firenze il rapporto tecnico preparato dal prof. Filippo Celata dell’Università La Sapienza di Roma per misurare le conseguenze dell’overtourism e le dimensioni degli affitti brevi. E i risultati sono davvero impressionanti.
La notizia è che a Firenze in centro, su tre affitti, ben due sono affitti brevi. Fuori dal centro Unesco va solo un po’ meglio, ma la situazione è in una crescita impetuosa. I dati emergono dalla relazione tecnica del Professor Filippo Celata de La Sapienza di Roma che ha fatto così una fotografia dell’overtourism a Firenze e delle sue conseguenze. Punto di partenza della delibera che limita i nuovi airbnb, oggi al voto. I numeri fanno impressione. Nel centro gli appartamenti in affitto breve rappresentano il 190% di quelli affittati ai residenti. Con punte del 473% nella zona delle Coste e del 281% nel quadrilatero d’oro. Tra il Duomo e piazza Signoria ci sono quasi 3 airbnb ogni appartamento affittato a una famiglia. Fuori dal centro su tre case in affitto una è per i turisti. In ogni caso, i nuovi blocchi decisi dal Comune di Firenze riguardano il 44% delle abitazioni. Ora però tra due anni scade la moratoria agli attuali gestori di airbnb e allora il Comune potrà stabilire zona per zona soglie massime autorizzate. Già adesso ci sono molte strutture che non rispondono ai requisiti urbanistici e di abitabilità del Comune che tra due anni perderanno titolo a fare locazioni brevi. Ed è verosimile pensare ad una riduzione immediata. Tutti gli altri dovranno richiedere l’autorizzazione e allora il Comune tenterà di privilegiare i piccoli proprietari a scapito dei grandi gestori. Situazione in divenire, mentre sul voto di oggi, le opposizioni in Commissione sviluppo economico tirano la giacchetta alla Sindaca da destra – troppi vincoli – e da sinistra – troppo pochi – mentre si cerca di contrastare un modello di città che negli ultimi anni ha espulso residenti, studenti, lavoratori e famiglie.

