Firenze, in 400 a corteo associazioni contro guerra in Ucraina

Ucraina

Circa 400 persone hanno sfilato  per le vie del centro di Firenze, per la manifestazione ‘Firenze contro la guerra’ promossa da una rete di associazioni fiorentine insieme ad Anpi, Cgil, e vari movimenti politici e sigle della sinistra, chiedendo il cessate il fuoco in Ucraina.

Il corteo, che sfila dietro il grande striscione “Firenze città aperta ripudia la guerra”, è partito da piazza Santissima Annunziata intorno alle 18, e raggiungerà piazza Strozzi.

“Siamo qui in piazza oggi perché siamo convinti che ci debba essere una grandissima mobilitazione per fermare il massacro in corso”, ha affermato Massimo Torelli, portavoce di Firenze Città Aperta: “Serve un grande intervento diplomatico – ha aggiunto – e non le armi. Non c’è giustificazione per l’azione di Putin, siamo contrari all’allargamento della Nato a est, e siamo molto contrari al fatto che il governo italiano invii aiuti militari, mentre invece doveva giocare un ruolo diplomatico”.

Per Gianluca Lacoppola, membro della segreteria della Cgil di Firenze, “abbiamo deciso di sostenere tutte le iniziative per la pace, e continueremo a farlo nelle prossime settimane. Quindi ci sembra normale promuovere l’associazione di oggi, che coinvolge molte associazioni del territorio fiorentino, ed essere domani a un’iniziativa che chiede il cessate il fuoco immediato e il ripristino di un clima di pace”.

L’Anpi intanto ha ufficializzato che  parteciperà anche alla manifestazione di domani a Firenze organizzata da Eurocities a favore del popolo ucraino. Lo ha affermato Vania Bagni, presidente di Anpi Firenze, che oggi partecipa anche alla manifestazione ‘Firenze contro la guerra’, promossa dall’associazione insieme alla Cgil di Firenze, e ad altre sigle della sinistra.

“Ci piacciono le piazze dove si può manifestare per la pace – ha spiegato – e pensiamo anche che sia opportuno esserci sempre, là dove si usano parole di pace per contrastare le parole di guerra, odio, razzismo”. Quella di domani, ha detto Bagni, “è una piazza istituzionale, organizzata, però comunque una piazza in cui non si parla di armamenti, e l’Anpi nazionale ha ritenuto di riconoscersi anche in quella piattaforma”. L’associazione è contraria all’invio delle armi in Ucriana: “Significa creare un filo rosso per cui si accetta la logica della guerra”, ha affermato la presidente di Anpi Firenze, secondo cui “a noi spetta il compito di lottare perché si apra una concreta trattativa, perché la guerra cessi”.

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