La scoperta, effettuata da una missione archeologica spagnola a Ossirinco, nel governatorato di Minya, spiega una nota dell’Università pisana, “ha riportato alla luce una tomba romana con numerose mummie e oggetti preziosi, tra cui un papiro contenente un passo del secondo libro dell’Iliade, il cosiddetto ‘Catalogo delle navi’ (II, 494-759)
Il frammento dell’Iliade di Omero rinvenuto su una mummia di epoca greco-romana in Egitto non era un testo destinato ad accompagnare il defunto nel suo viaggio nell’aldilà, ma un elemento funzionale alla mummificazione. Lo ha chiarito Gianluca Miniaci, egittologo dell’Università di Pisa, commentando il recente ritrovamento avvenuto nella necropoli di Ossirinco, non lontano dall’area in cui l‘Ateneo pisano conduce ricerche archeologiche dal 2015.
Il frammento che elenca i contingenti greci diretti a Troia “non indicava l’idea di portarsi una parte dell’Iliade di omero nel proprio percorso funerario, si tratta piuttosto di un papiro utilizzato come materiale per riempire l’addome ed evitare il cedimento della pelle e dei tessuti dopo la rimozione delle viscere, un po’ come se noi avessimo utilizzato dei vecchi fogli di giornale”.
Il papiro, dunque, non aveva una funzione simbolica o religiosa, bensì pratica, per stabilizzare il corpo del defunto nel processo di imbalsamazione. L’egittologo pisano osserva che “il ritrovamento del papiro è avvenuto in un’area di straordinaria importanza archeologica: la necropoli di Ossirinco è vicina al sito di Zawyet Sultan, dove l’Università di Pisa è impegnata da oltre 10 anni in campagne di scavo che hanno già portato alla luce strutture funerarie di grande interesse, tra cui una piccola piramide incompiuta che stiamo studiando per capirne uso e funzioni”.

