Gio 18 Lug 2024

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Ex-Gkn: “Ancora un nulla di fatto, ma Qf deve pagare gli stipendi”

Firenze, “Ancora un nulla di fatto, a partire da quella che non dovrebbe essere una richiesta ma un fatto acquisito: Qf deve pagare gli stipendi”. È quanto afferma la ex-Gkn di Campi Bisenzio (Firenze) dopo il tavolo di ieri al Mimit sulla vertenza.

“Domani saremo alla manifestazione nazionale antifascista a Firenze – aggiunge la Ex-Gkn – e altre mobilitazioni ci saranno nei prossimi giorni. Tenetevi liberi per marzo”. Il tavolo, ricorda la Rsu, si è aperto con il riferimento a una nota inviata da Qf la sera prima, nella quale si sarebbero lette ipotetiche aperture.

“Borgomeo manda una e-mail a mezzanotte – afferma – e l’intero tavolo, in sua assenza e con sua irreperibilità, discute di una non proposta, che non contiene nessuna reale novità, per 10 ore. Come Melrose, Borgomeo vuole evidentemente licenziarci tutti e lo stabilimento vuoto”.

Per la rsu “l’arte di Francesco Borgomeo di parlare del nulla e di omettere la sostanza è notevole. Ma tale arte non sarebbe nulla se non incontrasse la complicità dei tavoli istituzionali”.

“Di incontro in incontro, di nulla in nulla, si fa esattamente il gioco dei licenziamenti”, accusa la Rsu secondo cui “siamo ostaggi di un assedio violento fatto di non pagamento degli stipendi, dell’azzeramento dei diritti contrattuali e praticamente della disdetta di 60 anni di diritti tramandati dalla Fiat di Novoli”, la periferia di Firenze dove per decenni c’è stato un grande stabilimento della casa automobilistica, a Gkn, oltre a una continua tortura psicologica fatta di rinvii senza senso e ben studiati”.

Anche secondo la Fiom-Cgil “il pagamento delle retribuzioni e il ritiro della liquidazione volontaria devono essere i punti cardine sul quale è possibile aprire un confronto sul futuro industriale del sito di Campi Bisenzio”, e dunque c’è bisogno di “un intervento deciso al fine di garantire un futuro occupazionale e dare risposte immediate ai lavoratori che non percepiscono lo stipendio dal mese di ottobre”.

Per il sindacato infatti “non è bastata un’intera giornata”, al tavolo di ieri al Mimit, “per provare a trovare una soluzione che dia solide basi al percorso avviato dalla Regione Toscana sull’individuazione di investitori e ai progetti presentati al Comitato di proposta e verifica.

L’indisponibilità della proprietà dell’azienda, tra l’altro non presente, a mediare su una proposta condivisa dai sindacati e dalle istituzioni, non ha permesso di superare lo stallo generato dalla messa in liquidazione”.

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