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Enrico Rossi: “Putin ha fatto un’aggressione criminale a uno stato libero”

Enrico Rossi

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Firenze, un’intervista fatta all’ex presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, durante la manifestazione per l’Ucraina in Piazza Signoria del 28 febbraio scorso, ha raggiunto ben oltre le 400.000 persone sulla nostra pagina Facebook, Controradio Firenze.

Vista quindi l’attenzione che l’intervista ad Enrico Rossi ha generato sui nostri social, la riproponiamo in versione ‘da leggere’ qui, sul nostro sito.

Che cosa vuole Putin?

“Intanto prendiamo atto che almeno a memoria mia in una situazione così difficile non ci siamo mai stati, perché abbiamo avuto la guerra nei Balcani ma comunque per quanto atroce fratricida era limitata in uno spazio, adesso è una guerra che può portare rischi di guerra mondiale e persino anche di nucleare”.

Non ha esagerato Biden a dire che o si fanno le sanzioni o si arriva alla terza guerra mondiale?

“Che un presidente degli Stati Uniti parli di guerra mondiale è già preoccupate che è un presidente Putin metta allerta per un’eventualità di guerra nucleare è ancora più preoccupante. Io penso che esista una sola strada quella di riprendere il negoziato, di discutere, di far cessare il fuoco e di trovare una soluzione al conflitto che si è scatenato e mi auguro che per questo si adoperino tutti, le sanzioni possono servire ma occorre anche che ci sia una ripresa di un negoziato: si persegua direttamente un negoziato”.

“Io ho apprezzato molto il lavoro che sta facendo Papa Francesco e sono confortato dal fatto che c’è un movimento pacifista che si sta manifestando nelle piazze che avverte questo pericolo e deve essere assolutamente fermato. No, non ci sono ragioni, Putin ha fatto un’aggressione criminale a uno stato libero, democraticamente capace di eleggersi un governo e quindi si colloca al fondo della storia. Il suo obiettivo mi pare di intendere è quello di un nazionalismo imperialista e vuole ristabilire una zona di influenza per la Russia, si ispira agli Zar a Stalin”.

Se è così, la trattativa è difficile perché lui sa quello che vuole, quindi che cosa possiamo trattare?

“Bisogna sapere anche quello che vogliamo noi cioè la pace! Trovare un punto di equilibrio tra est e ovest che va ristabilito, va ricostruito tutelando gli interessi dell’Ucraina e facendo sentire anche la Russia in sicurezza. Mi pare che sia interessante il fatto che anche in Russia ci siano manifestazioni di opposizione aperta al despota Putin e queste possono senz’altro servire”.

“Io sono favorevole a bloccare questa escalation di tensione che mette a rischio, a me pare la pace nel mondo, poi spero di sbagliarmi e che invece non sia così. Intanto ogni giorno che passa muoiono persone, ci sono più profughi, persone che soffrono, distruzioni, e questo non mi sembra affatto secondario. Credo che su Putin la comunità internazionale deve esercitare una pressione, isolarlo, costringerlo ad un negoziato che riporti alla pace”.

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