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Mar 10 Mar 2026
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MusicaDisco Della SettimanaDuck Baleno, "Universal Miraculous Growth". Il Disco della Settimana.

Duck Baleno, “Universal Miraculous Growth”. Il Disco della Settimana.

Vincitrice del Rock Contest nel 2023 la band veronese torna con un nuovo concept album caleidoscopico e psichedelico trascinando l’ascoltatore nel vortice inarrestabile e maestoso della vita che rinasce.

Dopo il successo del primo lavoro “Popa’s Nightmare” e i prestigiosi riconoscimenti ottenuti negli ultimi anni — tra cui il primo premio al Rock Contest di Controradio e l’apertura ai Franz Ferdinand al Color Fest — la band veronese dei Duck Baleno torna con un disco che segna una vera e propria ripartenza. “Universal Miraculous Growth” abbandona le atmosfere più oscure del passato per abbracciare un sound luminoso e vitale. È un lavoro che mescola generi diversi con una scrittura istintiva e spontanea, puntando a rendere la musica “il più umana possibile”. Tra le collaborazioni presenti nel disco spiccano quelle con Anna Bassy (cantautrice italo-nigeriana che arricchisce il primo brano in italiano della band, “Nera Notte”) e Pew Pew Alice (ensemble funk/hip hop da Monaco di Baviera).

Kraut, elettronica, stoner rock, word music, psichedelia contemporanea, suggestioni di musica sinfonica e romantica, new age, retrofuturismo e hyper pop, linee di synth dilatate e ritmiche serratissime convivono in un vortice inarrestabile che segue, come in un ultrdimensionale grandandolo temporale, l’inarrestabile e maestoso ritmo della vita che rinasce.

“Universal Miraculous Growth è un disco che parla di ripartenza. Abbiamo deciso, con questo nuovo album, di esplorare sonorità nella direzione di una tensione vitale, fisica e rigenerativa. Le canzoni nascono da una scrittura istintiva, senza schemi rigidi né modelli da seguire: sono stati scelti arrangia-menti mobili e strutture organiche. Questo disco è più aperto e luminoso rispetto al precedente, ma conserva una matrice psichedelica che resta centrale nell’identità della band. Universal Miraculous Growth è il risultato di un periodo di cambiamento reale: un album che punta a ritrovare un rapporto vivo e intenso con la musica. Si tratta, a nostro modo di vedere, di un lavoro che non forza i significati, ma lascia che siano i suoni e le canzoni a mostrarsi.” Con queste parole i Duck baleno presentano la nuova, vorticosa, avvolgente e magmatica nuova opera discografica.

Duck Baleno sono un gruppo di Verona nato dall’incontro di Francesco “Ambro” Ambrosini, Francesco “Quani” Quanilli, Damiano Dalle Pezze e Roberto Panarotto. Ambro, già membro dei C+C=Maxigross (con tour tra Europa e USA e presenze al Primavera Sound e CMJ), ha iniziato come solista (Duck Chagall) prima di unire le forze con Quani e Damiano nel 2014. Al progetto si è poi aggiunto Roberto, bassista della scena funk e jazz veronese.

Il gruppo nasce ufficialmente nel 2019, fondendo influenze pop, elettronica, punk e psichedelia. Il percorso della band è costellato di traguardi significativi, a partire dal 2020, quando il singolo “Enough Time” (sponsorizzato da VANS) li proietta tra i migliori cinque artisti mondiali del contest Vans Musicians Wanted. Due anni dopo, nel 2022, il gruppo consolida la propria identità sonora con la pubblicazione del primo album, Popa’s Nightmare, un lavoro dalle atmosfere cupe e oniriche.

i Duck Baleno premiati al Rock Contest 2023

Il 2023 si rivela un anno di grandi affermazioni dal vivo e di critica: i Duck Baleno trionfano al Supernova contest di Bologna, calcano il prestigioso palco del Color Fest in apertura ai Franz Ferdinand e conquistano il podio del rinomato Rock Contest di Controradio in una serata che vedeva, fra gli altri giurati, la partecipazione di Piero Pelù, Bugo, Andy Fumagalli dei Bluvertigo, Alessandro Nutini della Bandabardò, Antonio Aiazzi (Litfiba). Questo slancio li porta, nel 2024, a siglare un contratto con Saifam Music e a intraprendere una fortunata stagione di concerti che ha toccato i club e i festival di Italia e Germania.

“Universal Miraculous Growth” inaugura un nuovo immaginario per la band, un concept fatto di lampi, colori, rami e rampicanti che crescono sulle rovine di un mondo ormai remoto e desolato. L’ambiente si riappropria dello spazio grazie alla sua inesorabile crescita rigogliosa.
Il nuovo album è conseguenza e trasformazione delle tematiche del precedente. Se in quest’ultimo prevalevano suoni cupi e testi da cui traspariva un po’ di irrequietezza, ora il nuovo sound guarda alla ripresa, in ogni sua declinazione.

La band ha giocato con una scrittura di getto, priva di intenzioni stilistiche univoche; non c’era desiderio di identificazione con canoni particolari, poiché gli arrangiamenti e le strutture delle canzoni dovevano godere di una spontaneità rizomatica. Stile psichedelico, elettronica, sintetizzatori, qualche richiamo revival e tanta libertà sono, come sempre, la cifra stilistica della band.
È il rischiaramento di un momento scuro, un “trauma” benefico, come quando tutto si ridesta dopo un urto improvviso. Questo disco si è posto l’obiettivo di rendere la musica più umana possibile, anche in risposta ai cambiamenti e ai diversi momenti di riflessione che la band ha attraversato. Senza pregiudizi o costrutti troppo artificiali, il lungo periodo passato a scrivere e produrre le nuove canzoni le ha trasformate in itinere, portando il lavoro ad assumere la sua forma finale, caleidoscopica e coerente al tempo stesso.

“Universal Miraculous Growth” track by track:

DIVA
apre il disco una canzone potente e grave, che come una palla demolitrice si schianta sullo statuario stallo di ciò che non va più bene e non può più funzionare. Molto delle vite delle persone, della realtà, delle relazioni, ha assunto una stasi da far ripartire, e se necessario disfare e rifare. Psichedelia alla David Bowie.

AN ALMOST SAD ENDING
Quasi vicini ad un triste epilogo, viene descritta di contrappunto l’estasi del ritrovare un’armonia, o per lo meno di rimettersene alla ricerca grazie agli incontri che facciamo. In questo brano prevale l’electro pop di sapore anni ’80 in stile Soft Cell.

S-S-SIMPLE
Questo brano prende in giro un po’ tutti, anche noi stessi. Si dedica molto tempo a difendere e definire un’immagine fuori e davanti allo specchio ma, anche se può far accapponare la pelle, l’accettazione del naturale corso delle cose, rinforzata da una ferocia nascosta e positiva, può liberare la nostra carne straziata. Tollerando tutto, tranne ciò che mette a repentaglio e compromette la libertà. L’elettronica ancora una volta domina il sound e interpreta alla perfezione e intenzioni del brano.

HORSE IN THE MARMALADE
Questo cavallo malconcio che affonda in un lago di marmellata è l’immagine di quanto si può rischiare nel rimuginare sulle stronzate dette o fatte, sulle colpe che si ha o meno. Roba che ti si appiccica addosso e ti trascina verso il fondo. Un inizio galoppante e orchestrale introduce il tema, quasi come una colonna sonora di uno di quei film, tuttavia, asfissianti.

HEY! LA!
Questo brano vorrebbe far scuotere le teste in una discoteca spaziale, quindi è frizzante e punk, forse anche un po’ vaporwave… Si parla del voler fare di tutto per rendere la vita meno piatta, farlo anche di corsa; di cercare in ogni angolo dell’universo una dimensione confortevole, per poi capire che casa è sempre da un’altra parte.

DER JÄEGER IM WALT-ZER
I discorsi da bar e il delirio accompagnano in una notte persi nei fumi della peggiore bettola della Germania. Rap, gangster stories, trip, c’è un po’ un casino. il sound si cala perfettamente in quelle atmosfere fumose da Germania pre-caduta del muro.

LUCIANA ONLY WANTED LOVE
Luciana è tosta e si trascina stanca e lenta come questa canzone…avrebbe solo voluto ricevere la giusta attenzione per tutti i suoi sforzi nel far funzionare la sua potente storia d’amore… purtroppo i “semi della sua passione non hanno attecchito nell’anima del suo cadavere”. Rock psichedelico.

ON FIRE
Drum n’ bass e jungle provano a dare l’attitudine giusta a chi ha bisogno di una spinta ad agire con rispetto ma istinto… al contrario di ciò che pensa di volere, al di là di quello che gli hanno detto e fatto pensare: potrebbe essere una buona soluzione.

MEXI-KHAN
Quando la questione si fa spinosa e complicata, come il beat della strofa… scuotere la mano e salutare. Inizia il viaggio a mo’ di “Storia Infinita” in groppa a Falkor. Say goodbye!

NERA NOTTE
Unico brano in italiano. Impreziosita dalla tenera voce di Anna Bassy, ecco una ballad profonda e pensosa, lasciata per scelta stilistica ed emotiva in italiano, che arriva decorando e concludendo con la sua dolcezza tutto quanto. Il brano si amalgama talmente bene con il resto dell’album per sound e scelta stilistica che neanche ci si accorge che è cantato in italiano, anche la lingua si presta bene a seguire le sonorità di questo nuovo progetto musicale dei Duck Baleno.

“Universal Miraculous Growth” dei Duck Baleno è il nostro Disco della Settimana.