Controradio Streaming
Mar 27 Ott 2026
Controradio Streaming
ToscanaCronacaDisoccupazione: in Toscana tasso stranieri più del doppio degli italiani

Disoccupazione: in Toscana tasso stranieri più del doppio degli italiani

Lo rivela il dossier Idos sull’immigrazione, presentato oggi a Pisa in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna. Oltre un quarto degli stranieri (26,3%) svolge un lavoro manuale non qualificato (per gli italiani la percentuale è al 6,7%), mentre solo l’11,4% raggiunge posizioni dirigenziali e tecniche (per gli italiani 39,1%).

Il tasso di disoccupazione degli immigrati in Toscana è più del doppio degli italiani e si attesta all’8,4%. Lo rivela il dossier Idos sull’immigrazione, presentato oggi a Pisa in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna, secondo il quale la “posizione subalterna nel mercato del lavoro diventa segregazione occupazionale, se si osservano le specializzazioni settoriali: nei servizi, infatti, gli stranieri sono meno rappresentati rispetto agli italiani (59,9% contro 71,3%, tra cui nel commercio 8,1% contro 13,1%), ma nel lavoro domestico la loro sovrarappresentazione è radicale (15,8% contro l’1,2% degli italiani), mentre qualcosa di simile accade in agricoltura (5,4% degli stranieri contro il 2,3% degli italiani) e nelle costruzioni (10,3% dei primi e 5,8% dei secondi)”.

“I dati del dossier – ha spiegato l’assessora regionale all’immigrazione, Alessandra Nardini – sono fondamentali per comprendere un fenomeno ormai strutturale, che fa parte della realtà del nostro territorio. Dobbiamo superare la narrazione strumentale, in cui alcune forze politiche cercano di fomentare paure, pregiudizi e discriminazioni. In Toscana siamo orgogliosi di essere da sempre accoglienti e solidale. E ringrazio anche i territori di Livorno e di Carrara che continuano ad accogliere, come emerge anche dai dati di quest’anno, tantissime persone, con gli sbarchi che ci sono stati anche nelle ultime settimane e negli ultimi mesi”. Per Nardini “in questi anni in Toscana sono nate tante buone pratiche, nonostante una legislazione a livello nazionale e a livello europeo che invece di aiutare spesso intralcia questi meccanismi e questi percorsi virtuosi. Penso, ad esempio, al nuovo patto sull’immigrazione e l’asilo, varato a livello europeo e recepito nel nostro Paese, e alla legge Bossi-Fini, che deve essere superata e mi auguro che il prossimo governo, magari di un colore politico diverso, abbia fino in fondo il coraggio di fare questa scelta”.