Discarica del Limoncino, sospeso procedimento di riesame dell’AIA

Livorno, la discarica del Limoncino

L’amministrazione comunale livornese ha ribadito in conferenza dei servizi la richiesta di sospensione del nulla osta della Regione per la discarica del Limoncino. La Regione, in considerazione del quadro complessivo, ha sospeso il procedimento di riesame dell’AIA, e ha dato avvio al procedimento di sospensione del nulla osta rilasciato in primavera per quanto riguarda il conferimento dei rifiuti.

Tutto ciò in attesa delle controdeduzioni di Livrea, che dovranno pervenire entro dieci giorni, e di eventuali nuove valutazione da parte della Conferenza dei Servizi. Su indicazione degli uffici tecnici comunali, risulta necessario che il vincolo idrogeologico sia rinnovato, ai fini di garantire la massima protezione idrogeologica del sito del Limoncino con il preciso riferimento alle nuove curve pluviometriche in seguito all’evento alluvionale del 10 settembre 2017.

Arpat, nel suo parere, evidenzia che, nelle prove effettuate in passato, non sempre viene confermata la permeabilità richiesta, e questo potrebbe determinare il non rispetto delle prescrizioni AIA e delle caratteristiche previste dalla normativa.  Il comune ha chiesto a Livrea, gestore dell’impianto, di sospendere fin da subito i conferimenti, in attesa dei chiarimenti conseguenti ai rilievi Arpat. L’amministrazione comunale confida in una collaborazione del gestore, in caso contrario dovrà decidere quali provvedimenti intraprendere.

“La conferenza dei servizi che si è svolta presso la Regione Toscana ha assunto decisioni importanti, tenendo conto dei rilievi tecnici che sono stati mossi da Arpat e delle richieste formulate in modo appropriato dallo stesso comune di Livorno”. E’ quanto dichiara il presidente della Regione Enrico Rossi.

“La serietà dei provvedimenti – ha aggiunto il presidente – conferma il comportamento rigoroso con cui i tecnici regionali si muovono su queste vicende. Nei prossimi dieci giorni attendiamo dalla proprietà eventuali rilievi alla decisione di sospensione dei conferimenti. Mentre dall’altra parte è stato sospeso il procedimento di riesame dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) in attesa, anche a questo riguardo, della documentazione integrativa richiesta”.

“Gli elementi principali da valutare” ha affermato il sindaco di Livorno Luca Salvetti “sono la sicurezza ambientale e la salute dei cittadini. Proprio per questo ed alla luce dei rilievi Arpat, abbiamo chiesto a Livrea di interrompere per questi dieci giorni i conferimenti in discarica”.

L’assessora Cepparello ha sottolineato che “oltre ai rilievi oggetto dell’attuale sospensione, rimangono da valutare anche altri aspetti importanti quali l’incompatibilità acustica, da non sottovalutare, e i codici Cer”. Ha proseguito l’assessora all’ambiente “la partita si gioca nelle sedi istituzionali. Come amministrazione comunale siamo intervenuti in due Conferenze dei Servizi e proseguiremo in questo cammino, nell’interesse della città di Livorno”.

Dal Collettivo anarchico Libertario fanno sapere nel loro comunicato:
“Da lunedì 8 luglio è in corso all’incrocio tra via della Valle Benedetta e via del Limoncino un presidio permanente contro la discarica che la società Livrea sta attivando nella ex cava del monte la Poggia. La discarica si trova in una zona a rischio idrogeologico che ha subito l’impatto dell’alluvione del settembre 2017. Tra i rifiuti destinati alla discarica ci sono anche fanghi di dragaggio, scorie di fonderie, ceneri dell’inceneritore.”
“Dal 4 luglio alcuni camion hanno iniziato a conferire rifiuti nel sito e solo la presenza del presidio animato da residenti che da circa dieci anni si oppongono al progetto ha fatto in modo che i trasporti di rifiuti si fermassero per qualche giorno e che due camion tornassero indietro. Questo dimostra che solo l’azione diretta, in questo caso realizzata attraverso il presidio permanente, può fermare questa ulteriore bomba ecologica su Livorno.”
“L’azione diretta è stata ed è la pratica più efficace per ostacolare le devastazioni del Tav in Val Susa, del Muos in Sicilia, del Tap e di tante altre “opere”, piccole e grandi ma comunque inutili e nocive. La discarica del Limoncino, se sarà portata a regime, sarà uno degli impianti più pericolosi in una città in cui sono già presenti molte attività industriali a rischio di incidente, e già colpita dallo sfruttamento dei territori e dalle nocività, con gravi danni sulla salute di tutte e tutti.”
“Per questo sosteniamo la lotta in corso e siamo solidali con chi venerdì 12 luglio è stato aggredito da uno degli esponenti dell’azienda. Di fronte a questi atti è ancor più evidente la necessità dell’impegno diretto, dal basso, e sopratutto della solidarietà.”
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