Diocesi Pisa: negare libertà culto è intolleranza

L'arcivescovo di Pisa, mons Benotto

 Lo afferma un documento del consiglio pastorale diocesano di Pisa, presieduto dall’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto a proposito della moschea che si dovrebbe costruire in città. Ceccardi (Lega): non abbisogniamo di lezioni di moralità o di coerenza

“Voler impedire a qualcuno di esercitare il culto legato alla propria fede non è che l’inizio
di una forma diffusa d’intolleranza religiosa”. Lo afferma un documento del consiglio pastorale diocesano di Pisa, presieduto dall’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto n un passaggio pubblicato oggi sulla stampa locale, che fa riferimento al dibattito pubblico sulla costruzione di una moschea esplicitamente avversato dall’attuale giunta di centrodestra.
Il consiglio pastorale mette in guardia dalle derive della società: “L’esclusione dello straniero sta invadendo anche la nostra società italiana e la prassi delle scelte politiche
nazionali e locali. L’attenzione dell’opinione pubblica è così distolta dalle vere cause dei problemi economici attuali e sociali attuali ed è portata a identificare in esso un capro
espiatorio”. La preoccupazione della Chiesa pisana riguarda “l’esaltazione di un individualismo egoista che esclude ed emargina ogni diversità e che attraverso slogan urlati e ripetuti con esasperante monotonia crea esclusione invece di cercare strade condivise per costruire una società armonica e inclusiva”. Nella lettera non ci sono espliciti riferimenti ai
protagonisti attuali della politica nazionale e locale, tuttavia esprime “preoccupazione circa un clima di crescente disagio e smarrimento per l’acuirsi di toni e atteggiamenti
discriminatori e intolleranti nelle relazioni interpersonali e sociali: l’esclusione dei profughi a prescindere, non può che diventare anche esclusione tra connazionali”. Infine, “il
consiglio pastorale ricorda che la Costituzione repubblicana è il fondamento della nostra convivenza civile, libera e responsabile e che disattendendola, non solo si offende la
memoria di chi ha fatto dell’Italia una nazione libera e democratica, bensì si rischia pesantemente di rendere impossibile un futuro armonico e positivo”.

“Ora che il ministro delle Cooperative Alfano è stato rimandato a casa e al Viminale c’è
Salvini, non abbisogniamo di lezioni di moralità o di coerenza”. Lo afferma in una nota il sindaco leghista di Cascina (Pisa), Susanna Ceccardi, che è anche consigliera personale del ministro del’Interno per la sicurezza, commentando il documento del consiglio pastorale pisano presieduto dall’arcivescovo, Giovanni Paolo Benotto.
“Oggi – scrive Ceccardi – dai quotidiani locali apprendo della posizione della Diocesi sulla questione accoglienza. Non sfugge a nessuno del cambio di rotta dell’Arcivescovo: qualche
tempo fa la prefettura, chiedendo la disponibilità della curia ad accogliere presso le proprie strutture, mi risulta si fosse vista chiudere le porte. Ci saranno state altre emergenze,
presumo! Ma ora che il ministro delle Cooperative Alfano è stato rimandato a casa e al Viminale c’è Salvini, non abbisogniamo di lezioni di moralità o di coerenza”.

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