Dimissioni in blocco dei Verdi fiorentini

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Dimissioni in blocco dei Verdi fiorentini
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Firenze, “Gli esecutivi della Federazione provinciale dei Verdi di Firenze e dell’Associazione comunale dei Verdi di Firenze si sono riuniti ieri congiuntamente in un’assemblea aperta a tutti gli iscritti alla quale hanno avuto il piacere di avere ospiti anche alcuni iscritti di Pistoia e di Arezzo”, si legge in un comunicato di Federazione dei Verdi di Firenze.

“L’assemblea ha ritenuto, all’unanimità degli intervenuti – continua il comunicato – un grave errore politico e un atto in violazione delle norme statutarie il commissariamento della Federazione regionale dei Verdi della Toscana disposto dall’Esecutivo nazionale il tre Marzo 2020″.

Con le dimissioni in blocco di tutti i componenti eletti della Federazione dei Verdi di Firenze si chiudono due anni di lavoro nel quale gli ecologisti fiorentini hanno tentato di rilanciare il movimento verde a Firenze.

La decisione avviene dopo che la dirigenza nazionale dei Verdi, in disaccordo con la scelta a livello locale di formare la lista “Toscana Verde, Civica di Sinistra” insieme a 2020 a Sinistra e Comunità civica Toscana in vista delle elezioni regionali, ha proceduto a sospendere tutti gli organi eletti della regione e a nominare un ‘Commissario per la Toscana’.

Secondo l’associazione dei Verdi di Firenze, si tratterebbe di un abuso visto che lo statuto della Federazione riconoscerebbe autonomia politica alle regioni e che l’assemblea della Toscana si era espressa, in più occasioni, in modo inequivocabile a favore di questa scelta di coalizione.

“Tutti si chiedono perché in Italia non abbiamo un partito verde forte come nel nord dell’Europa. Purtroppo, la prima responsabilità è del gruppo di potere che gestisce la Federazione dei Verdi a Roma da decenni – afferma Paolo Brunori, co-portavoce’ provinciale di Firenze dimissionario – Vorrei fare un appello pubblico al partito dei Verdi Europei a Bruxelles: non è possibile che lascino il loro simbolo in ostaggio di questi soggetti; il movimento ecologista si deve aprire e diventare un partito di massa aperto ai giovani e a tutti coloro che sentono l’urgenza di affrontare l’emergenza climatica. Basta lasciare che in Italia continui ad arroccarsi, come se l’unico vero obiettivo fosse il destino personale di un gruppo dirigente inadeguato”.

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