🎧 Di Giorgi (PD): a settembre scuole ricordino Liberazione Firenze

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“Il dovere della memoria non è retorica ma stimolo per un  futuro migliore” dice’ l’On Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo Pd in commissione Cultura.

“Domani, come da 77 anni a questa parte, Firenze celebrerà la Liberazione dal nazifascismo. Una data storica che segna, con gli stessi rintocchi della Martinella, una relazione profonda con quel giorno di agosto del 1944 in cui il popolo fiorentino, insieme con le Brigate Partigiane sceso dalle Montagne circostanti, cominciò quella battaglia che portò poi, con l’arrivo delle truppe americane, alla cacciata degli occupanti e all’inizio di una stagione di libertà, democrazia, progresso” lo dichiara l’On Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo Pd in commissione Cultura.

“Spero che i nonni e i bisnonni dei ragazzi di oggi parlino ai loro nipoti della gioia della Liberazione a Firenze, quando si sentirono arrivare dal Galluzzo le truppe americane, finalmente. Facciano memoria dei morti e dei tedeschi che scappavano in Mugello e verso nord e che continuavano a uccidere” prosegue Di Giorgi.

Che lancia una proposta al sindaco Nardella: “Domani le scuole saranno chiuse, ma sarebbe opportuno che, alla riapertura, gli insegnanti fiorentini ricordassero quanto accaduto l’11 agosto di 77 anni fa ai loro studenti. Perché studiare la storia è importante, ma altrettanto importante è la memoria, il racconto collettivo, fatto di storie , anche piccole, che riaggancino il vissuto delle giovani generazioni con quello delle generazioni di loro coetanei che vissero quel passaggio, con tutte le tragedie e le speranze che si portò con sé.

Il mio appello dunque al sindaco Nardella, sempre molto attento a questa giornata, è che scriva ai dirigenti scolastici degli Istituti di Firenze perché ricordino agli insegnanti di lavorare su questa giornata di memoria in settembre, al rientro. Perché solo con la scuola e con quanto le famiglie ricorderanno ai ragazzi avremo la certezza che niente si perde e tutto si tramanda di generazione in generazione, per far sì che la democrazia, costata tanto sangue e sofferenze al nostro Paese, abbia sempre vita”.

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