È quanto afferma l’assessora all’urbanistica del Comune di Firenze Caterina Biti, replicando al capogruppo di Spc Dmitrij Palagi, a proposito dell’area Esselunga di via Mariti, dove cinque operai morirono a seguito del cedimento di una trave.
“Quanto al procedimento sulla media struttura di vendita – spiega Biti in una nota – Esselunga ha chiesto una proroga dei termini legandola alla validità del titolo edilizio. Il Comune ha espresso parere negativo, ritenendo il permesso di costruire decaduto. Su questo punto è in corso un ricorso al Tar. Confermiamo quindi che, in assenza di un titolo edilizio valido, non ci sono le condizioni per concedere la proroga. Se la decadenza sarà confermata, sarà necessario presentare un nuovo titolo edilizio”.
“Per noi oggi esiste soltanto un’autorizzazione alla demolizione: il permesso di costruire è decaduto. Per noi è imprescindibile che in quel luogo resti un segno chiaro della tragedia avvenuta” ha detto Biti.
Sul fronte operativo, spiega Biti, “resta attivo il percorso per la messa in sicurezza e la demolizione delle strutture esistenti. Il progetto di decostruzione è stato esaminato in un tavolo tecnico il 3 marzo 2026 ed è stato ritenuto fattibile, con ulteriori approfondimenti da svolgere. Il Comune ha dato nulla osta alla demolizione, a condizione del rispetto delle procedure previste, tra cui la presentazione dell’apposita Scia e tutte le autorizzazioni necessarie. Non dimentichiamo, però, che l’area è ancora sotto sequestro e il dissequestro resta un passaggio necessario per avviare i lavori. Attendiamo un confronto con la proprietà abbiamo seguito la vicenda insieme ai cittadini e ai comitati e continuiamo a lavorare anche sulle opere di urbanizzazione. Per noi è fondamentale che quel luogo conservi una memoria chiara della tragedia che vi è avvenuta”.

