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Gio 16 Lug 2026
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ToscanaCronacaCresce l'indipendenza economica donna ma su investimenti decide piú l'uomo

Cresce l’indipendenza economica donna ma su investimenti decide piú l’uomo

L’indipendenza economica delle italiane è migliorata ma resta ancora molta strada da fare specie sul fronte delle decisioni finanziarie e degli investimenti.

È quanto emerge dal focus dell’Osservatorio Findomestic dedicato alla finanza al femminile e realizzato in collaborazione con Eumetra e Research Dogma. Il 90% delle donne intervistate dispone di entrate personali, più o meno regolari e continuative, il 65% le gestisce direttamente e il 70% si considera molto o abbastanza competente nella gestione delle proprie attività finanziarie. Tra gli uomini le percentuali sono lievemente superiori: il 69% gestisce autonomamente le entrate e il 78% si ritiene competente in materia finanziaria. Resta una distanza da colmare quando si parla di conto corrente personale a uso esclusivo: a dichiarare di averne uno è il 59% delle donne rispetto al 64% degli uomini. L’11% dichiara, invece, di non averne. L’80% delle donne dichiara poi di essere coinvolta nella gestione economico-finanziaria del proprio nucleo familiare, allo stesso livello degli uomini (82%). Differenza invece “ancora marcata” riguardo alle decisioni finanziarie concrete: il 52% degli uomini le prende in autonomia contro il 29% delle donne che tendono a fare maggiore affidamento su familiari, amici o colleghi più esperti (57% contro il 41% degli uomini). Anche perché si sentono meno confidenti: il 72% si sente sicura nella gestione del denaro, ma solo il 24% si definisce “molto sicura” (contro il 32% degli uomini). Comunque l’87% delle donne si dichiara molto o abbastanza interessata a gestire in prima persona le proprie risorse, una quota superiore anche a quella degli uomini (84%). “La ricerca – spiega Annamaria Russo, direttrice Brand, Communications & Esg di Findomestic Bancaso – fotografa un’Italia più evoluta rispetto ai vecchi schemi gerarchici del ‘capofamiglia finanziario’: i divari di genere non sono scomparsi, ma si fanno più circoscritti e aprono lo spazio a una finanza al femminile capace di valorizzare competenze, cautela, risparmio e visione di lungo periodo”.