“I familiari della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009 sono vicini ai genitori dei giovani che hanno perso la vita” a Crans Montana, “abbiamo avuto bisogno di qualche giorno prima di riuscire a scrivere queste poche righe, catapultati indietro di quasi 17 anni. Noi sappiamo come il fuoco uccida, e anche dopo molto tempo (ricordiamo Elizabeth morta il 22 dicembre 2009). Le ustioni sono una ‘malattia’ devastante; nessuno di coloro che si salveranno sarà mai un ex ustionato”. Così i familiari della strage di Viareggio (Lucca), mandando con un messaggio un “abbraccio” alle famiglie dei feriti e di quanto hanno perso i figli nella tragedia di Crans Montana.
“Tante le similitudini con la nostra tragedia – aggiungono -, come la ricerca disperata dei parenti nei vari ospedali, la paura, le attese, le speranze, ma soprattutto la mancanza di sicurezza. Sì, perché questa strage è accaduta in una città alla moda della precisissima Svizzera, ma il profitto ammazza ovunque, sul lavoro, a scuola, in casa e anche nei locali vip ovunque, non guarda in faccia a nessuno. Uccide e basta”. “Quarantasette ragazzi bruciati vivi e tanti feriti, un bollettino di guerra – prosegue il messaggio -, una guerra non dichiarata che uccide lavoratori, studenti nell’alternanza scuola lavoro, cittadini che erano al sicuro nelle loro case, e anche ragazzi giovanissimi che si stavano divertendo”.
“Una tragedia evitabile – osservano ancora -, come ha dichiarato l’ambasciatore italiano, come evitabili sono tutte le stragi di profitto, quando basterebbe fare prevenzione e sicurezza e dare assoluta priorità alla vita, non al vile denaro. Per questo ci sentiamo vicini al dolore dei familiari, sappiamo cosa stanno passando e che non esistono parole di conforto. Dovranno affrontare un lungo calvario e alla fine i loro figli non torneranno a casa. Un abbraccio”.

