Consiglio regionale, scoppia polemica su commissione inchiesta rifiuti

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Il vicepresidente della commissione Francesco Gazzetti (Pd) sottolinea di avere “la sgradevolissima sensazione” che Giannarelli (M5s) voglia “utilizzare un organismo istituzionale come strumento di propaganda”.

E’ già polemica in Consiglio regionale dopo l’avvio, appena ieri, della commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti in Toscana e sulle discariche poste sotto sequestro, presieduta dal capogruppo M5s Giacomo Giannarelli.

Ad accendere la polemica il testo di un comunicato emesso ieri dopo l’insediamento della commissione e non condiviso dal presidente con gli altri commissari. “No caro Giannarelli. Non ci siamo proprio – sottolinea Gazzetti -. Condividere il comunicato avrebbe permesso, ad esempio, di evitare la diffusione di informazioni errate ed imprecise” sulle finalità stesse.

“Se qualcuno pensa di utilizzare la commissione come megafono di parte – dice ancora l’esponente Pd -, oppure come una clava da agitare contro il lavoro, come fatto in Ambiente, si rassegni perché ha sbagliato le proprie valutazioni”. Intanto oggi, in una nota del gruppo M5s, Giannarelli sottolinea che “il Movimento colpisce ancora. Dopo aver attivato una commissione d’inchiesta sul più grande scandalo bancario d’Italia e d’Europa, lo scandalo Mps, oggi attiveremo questa commissione”.

“Audiremo i massimi esperti – aggiunge Giannarelli -. Cercheremo di analizzare le migliori tecnologie disponibili nel mondo e analizzeremo la governance dei rifiuti nella nostra regione. Perché sappiamo che quella attuale ha portato solo a grandi inchieste, arresti e aumento dei costi per i cittadini”. Proprio qua in Toscana, conclude, “dalla terra dove è nata l’ecomafia, da una triste invenzione di Licio Gelli, abbiamo attivato questo occhio vigile e propositivo affinché anche la Toscana possa sposare l’economia circolare.

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