🎧 Collettivo Fabbrica Gkn presenta piano riconversione

Collettivo Fabbrica Gkn
©Controradio
🎧 Collettivo Fabbrica Gkn presenta piano riconversione
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Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, il Collettivo Fabbrica Gkn ha presentato un documento di 40 pagine dal titolo ‘Piano Pubblico per la Mobilità Sostenibile’, si tratta in pratica di un piano di riconversione industriale.

Componenti meccanici per il trasporto pubblico locale verde, componentistica per la filiera dell’idrogeno verde, e sistemi di robotica collaborativa e sensoristica: sono queste le tre possibili strade per la fabbrica di Campi Bisenzio, ora Qf Spa, tracciate nel piano di riconversione elaborato dal Collettivo Fabbrica Gkn, in collaborazione con una rete di economisti della Scuola Superiore Sant’Anna e di ricercatori di altre università.

In podcast l’intervista a Dario Salvetti, delegato RSU ex Gkn, a cura di Gimmy Tranquillo.

Secondo Dario Salvetti, delegato RSU ex Gkn: “Con la nostra lotta siamo stati in grado finora di salvare la continuità occupazionale e dei diritti. Non siamo riusciti a salvare però la continuità produttiva, perché è impossibile pensare di salvare la singola unità produttiva in un settore come l’automotive senza un intervento complessivo. In pratica non era possibile salvare la produzione di semiassi a Campi Bisenzio senza ripensare l’automotive in Italia. Per questo abbiamo proposto una riconversione all’interno del polo pubblico della mobilità sostenibile”.

La proposta sarà portata ai tavoli ministeriali. “Il piano innescherebbe una trasformazione del tessuto produttivo toscano – osserva Andrea Roventini, docente di Economia alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – costruendo filiere produttive nei settori chiave dell’energie rinnovabili e della mobilità pubblica sostenibile, in linea con gli obiettivi e i fondi del Pnrr”.

Il piano è caratterizzato dal ruolo di Invitalia come garante dell’interesse pubblico e da quello del Competence Center Artes 4.0 come soggetto interlocutore per favorire la formazione della forza lavoro, il trasferimento tecnologico e l’adozione di macchinari e tecnologie 4.0.

“Artes giocherebbe un ruolo chiave – sostiene Lorenzo Cresti, dottorando di ricerca al Sant’Anna, fra gli estensori del piano – anche nella costituzione, all’interno del sito di Campi Bisenzio, di un distretto della conoscenza che veda lo sviluppo di una relazione virtuosa e non subalterna tra fabbrica e università”.

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