Convocata per il 16 febbraio la prima riunione a Firenze dell’unità di crisi della Regione Toscana per affrontare la “grave situazione” dell’azienda Loipel srl, pelletteria di Scandicci:, che conta 37 lavoratori “più almeno altrettanti con l’indotto”.
Lo rende noto la Filctem Cgil di Firenze che con la rsa di Loipell ha chiesto con urgenza l’incontro che si terrà negli uffici della Regione in piazza Duomo, alla presenza di Valerio Fabiani, consigliere del presidente Eugenio Giani delegato al lavoro. In concomitanza in programma un presidio dei lavoratori sempre in piazza Duomo.
“In base a quanto emerso in un recente incontro di Filctem Cgil con i vertici aziendali – spiega in una nota il sindacato -, nel mese di dicembre la Loipell ha subito una repentina e simultanea perdita di commesse da parte dei committenti Tod’s e Prada che allo stato attuale sta creando una grave crisi aziendale, mettendo a repentaglio tutti i posti di lavoro. Il pericolo si estende, inoltre, all’intera filiera produttiva locale, già pesantemente colpita. La Loipell ha comunicato alla Filctem Cgil e ai dipendenti che le commesse sono state tagliate dai brand in seguito a quanto emerso dalle indagini della Procura di Milano, secondo la quale in aziende di questa filiera si riscontrano gravi situazioni di sfruttamento e caporalato.
Abbiamo sollecitato con forza l’attivazione del tavolo perché il tempo è scaduto: non possiamo permetterci di perdere un intero pezzo della manifattura toscana. Ma la nostra richiesta è chiara: al tavolo devono sedere anche Prada e Tod’s ai quali chiediamo di rispondere alle conseguenze sociali di tale scelte. La crisi di Loipell non riguarda solo i dipendenti diretti dell’azienda. Riguarda l’intera filiera e, in particolare, quei lavoratori che le indagini della Procura di Milano hanno portato alla luce ma che rischiano di rimanere invisibili anche in questa emergenza. Chiediamo che il tavolo di crisi si occupi anche di loro: vanno individuati, protetti e messi in condizione di far valere i propri diritti”.
“Se il tavolo istituzionale confermerà le ragioni dei tagli – conclude il sindacato – saremo di fronte a una crisi che non nasce dal mercato ma da quanto emerso dalle indagini della Procura di Milano. Se si parla di responsabilità sociale d’impresa, è il momento di dimostrarla concretamente, non solo con i codici etici ma sedendo al tavolo con i lavoratori e le istituzioni”.

