“Sovraffollamento cronico, importanti carenze negli organici della polizia penitenziaria e da criticità strutturali che incidono quotidianamente sulla dignità della pena e sulla sicurezza dell’Istituto”. Sono questi i principali elementi di preoccupazione del carcere di Livorno che il garante dei detenuti, Marco Solimano, oggi ha evidenziato in una nota
Solimano ha sottolineato che insieme al sindaco nei prossimi giorni avvierà una propria iniziativa nei confronti del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione della giustizia per aprire un tavolo di riflessione sulla Casa Circondariale di Livorno.
“A Livorno – spiega Solimano – ci troviamo di fronte al paradosso di interventi edilizi recenti che, pur sanando situazioni fatiscenti, nascono già ciechi rispetto alla necessità di spazi di socialità fondamentali per qualsiasi percorso rieducativo. L’effetto benefico derivante dalla inaugurazione del nuovo padiglione è stato subito annullato dalla ingente mole di nuovi ingressi, tra cui quasi cento provenienti da Sollicciano, a seguito del sequestro da parte della autorità giudiziaria di sette padiglioni”.
Un tasso di sovraffollamento, all’interno delle sezioni di media sicurezza che secondo quanto riporta Solimano “sfiora il 150%”, e questo determina inevitabilmente forti tensioni all’interno dei reparti: “Soprattutto in previsione – avverte il garante – entro la fine dell’anno, della apertura del secondo padiglione ristrutturato che, se seguirà le logiche utilizzate per il primo padiglione, ospiterà nell’istituto livornese ulteriori altri 200 detenuti se non oltre”.
Solimano sottolinea poi il problema della caserma della polizia penitenziaria alla luce dei rinforzi che arriveranno. “Per questo alcune decine di agenti di polizia penitenziaria a breve arriveranno nella nostra città senza poter contare su una dignitosa accoglienza in caserma considerando che la stessa, da oltre 15 anni, è abbandonata ed in attesa di ristrutturazione se non per un unico piano. Su questo recentemente un sindacato di polizia penitenziaria ha incontrato il sindaco di Livorno che è andato a chiedere con urgenza al prefetto una riunione del Cosp. Ma inaspettatamente e con grande stupore il prefetto non ha aderito alla richiesta di convocazione del tavolo”.

