Il protocollo, promosso dalle due Prefetture in continuità con le iniziative della Regione Toscana, punta a rafforzare trasparenza e legalità nel settore agricolo, favorendo l’emersione delle situazioni di irregolarità, la lotta al caporalat, la tutela dei lavoratori e la valorizzazione delle imprese che operano nel rispetto delle norme.
Rafforzare la prevenzione e il contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura attraverso controlli, formazione e nuovi strumenti per favorire la legalità nel comparto agricolo. È l’obiettivo del protocollo d’intesa ‘Codice etico agricoltura’, sottoscritto oggi dai prefetti di Siena e Grosseto, Valerio Massimo Romeo e Paola Berardino, insieme ai presidenti delle Province di Siena e Grosseto, Agnese Carletti e Francesco Limatola, ai vertici delle forze dell’ordine dei due territori e ai rappresentanti delle istituzioni e delle parti sociali del comparto agricolo. Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha condiviso finalità e contenuti dell’intesa e sottoscriverà il documento.
Tra le misure previste figurano strumenti di autodichiarazione e controllo negli appalti agricoli, l’istituzione di una white list delle cosiddette ‘aziende senza terra’, il potenziamento delle sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità e percorsi formativi rivolti ad aziende e lavoratori. L’iniziativa nasce dal lavoro avviato nel comitato interprovinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica Siena-Grosseto del gennaio scorso, dall’attività della task force interprovinciale sui controlli e dagli approfondimenti della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia.
“La sottoscrizione del protocollo rappresenta un importante segnale di unità e rafforzamento istituzionale, a tutela sia dei lavoratori che del settore agricolo che dei committenti”, hanno sottolineato i prefetti Berardino e Romeo, evidenziando come l’obiettivo sia far emergere le irregolarità riscontrate nei processi di intermediazione della manodopera agricola e garantire il rispetto dei contratti e dei diritti dei lavoratori.
“Dalla Toscana arrivano strumenti da estendere per contrastare concretamente il lavoro irregolare in agricoltura. Ora anche il Governo Meloni faccia la sua parte”. Lo dichiara il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dopo la presentazione lunedì scorso in Giunta Regionale Toscana della proposta di legge contro lo sfruttamento in agricoltura e dopo la sottoscrizione, avvenuta oggi, di due importanti protocolli a Siena e Grosseto sempre in materia di contrasto al lavoro irregolare nei campi.
“I contenuti e gli strumenti previsti dai protocolli sottoscritti – sottolinea Landini – si inseriscono nel percorso avviato con la Regione Toscana per promuovere una legge contro lo sfruttamento in agricoltura, su richiesta anche della Cgil”. “In questa direzione è importante – prosegue il segretario generale – anche la proposta di legge della Giunta Giani, che introduce gli Indici di Coerenza nel settore: strumenti che individuano, in relazione alle diverse quantità e tipologie di produzioni agricole, il numero minimo di ore di lavoro necessarie”.
“Un risultato importante – continua Landini – per le lavoratrici ed i lavoratori e di conseguenza per tutto il sindacato confederale, per affermare un sistema preventivo che la Cgil e la Flai Cgil rivendicano da tempo. Ora chiediamo al Governo – conclude – di attuare subito la legge 199/2016 sugli Indici di Coerenza, rendendone obbligatorio il rispetto per l’intera filiera agroalimentare, dagli imprenditori agricoli alle aziende di trasformazione e alla grande distribuzione”.

