Bus Catalogna: caso archiviato per la 3/a volta. Legali: “faremo ricorso”

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Da sinistra: Elena Maestrini, Valentina Gallo, Elisa Scarascia Mugnozza, Serena Saracino, Elisa Valent, Lucrezia Borghi, Francesca Bonello, le sette ragazze italiane morte nell'incidente in Catalogna. ANSA

Archiviato per la terza volta dalla magistratura spagnola il procedimento sulla morte di 13 studentesse dell’Erasmus, di cui sette italiane, avvenuta il 20 marzo 2016 per l’incidente in Catalogna che coinvolse il pullman su cui viaggiavano.

Il giudice ha deciso, come riportato oggi dalla Nazione, di non riaprire il processo scrivendo nelle motivazioni “che non ci sono i presupposti”. “Provo rabbia e dolore – le dichiarazioni al quotidiano dell’avvocato Cinzia Zanaboni, legale della famiglia di Elena Maestrini, la ragazza di Gavorrano (Grosseto) tra le vittime dell’incidente – perchè tutto questo lo trovo inaccettabile”: “Scandalosa è la sola parola che mi viene da dire per commentare la nuova archiviazione”.

“Abbiamo già dato impulso ai legali spagnoli di ricorrere contro questa nuova archiviazione dell’inchiesta sull’incidente” spiega l’avvocato Stefano Bartoli che assiste la famiglia di Lucrezia Borghi, una delle giovani toscane rimaste uccise nell’incidente. Il legale puntualizza che ad archiviare è stato lo stesso giudice istruttore del tribunale di Amposta che aveva già disposto una precedente archiviazione, e “con un provvedimento identico al precedente, anzi più stringato”. Tutto questo “senza tener conto delle indicazioni” del tribunale di Tarragona che, nel giugno 2018, accogliendo il ricorso presentato dai genitori delle vittime, “aveva disposto nuovi accertamenti. I miei assistiti e io stesso siamo scioccati e increduli per questa nuova archiviazione che disattende anche le indicazioni di un organo superiore”.

Tra le 13 vittime dell’incidente 7 erano italiane e tra queste tre toscane: insieme a Lucrezia Borghi, che viveva a Greve (Firenze) morirono Elena Maestrini di Gavorrano (Grosseto) e Valentina Gallo di Firenze.

“Apprendo con profonda amarezza che sono state archiviate le indagini sull’incidente che nel marzo 2016 ha provocato la morte delle 13 studentesse universitarie in Spagna. Nessuna giustizia è stata fatta – dichiara Flaminio Galli, Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire – e nessuna responsabilità accertata. Ritengo sia necessario e doveroso, invece, che venga fatta chiarezza su un evento tanto drammatico che ha colpito le famiglie delle vittime e l’Europa intera.
Trovo assurdo che in tutta questa vicenda non ci sia stata la volontà di scoprire errori e responsabilità.
Non ci si vuole accanire contro qualcuno, ma solo capire, perché in futuro si possa agire nella massima sicurezza e fare in modo che una tragedia simile non si ripeta.
Rinnovo la vicinanza a nome dell’Agenzia Indire e della comunità Erasmus alle famiglie delle vittime”.

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