Assolti in appello Vertici cooperativa, caso della zia e nipotina uccise da albero

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Firenze, si è concluso con due assoluzioni il processo di appello per l’omicidio colposo di Alice e Donatella Mugnaini, la bimba di 2 anni e la zia 51enne morte il 27 giugno 2014 al parco delle Cascine a Firenze dopo essere state travolte da un ramo di un albero, a causa di un cedimento improvviso.

I due assolti sono David Cappelletti, coordinatore del servizio verde urbano della cooperativa Ciclat San Marco di Firenze, incaricata di effettuare le verifiche sugli alberi, e Cesare Bagnari, direttore tecnico del consorzio Ciclat di Bologna a cui fa capo la coop fiorentina. In primo grado erano stati condannati rispettivamente a un anno e sei mesi e a un anno di reclusione.

I familiari delle vittime, dopo aver ottenuto il risarcimento, avevano deciso di non costituirsi parte civile nel processo di secondo grado.

I giudici di primo grado avevano assolto per non aver commesso il fatto l’agronomo Filippo Petrocelli, incaricato dalla Ciclat di effettuare le verifiche sugli alberi. Per la stessa vicenda inoltre è in corso un processo di primo grado per omicidio colposo a carico di un dipendente del Comune di Firenze, responsabile delle gestione del patrimonio Verde del parco delle Cascine dal 2012 al 2014.

A disporre il processo, nel gennaio del 2021, era stata la corte di appello del capoluogo toscano su richiesta della procura generale che, su istanza del legale dei familiari delle vittime, avvocato Filippo Cei, aveva impugnato la sentenza di proscioglimento del gup di Firenze risalente a giugno 2018. Secondo quanto appreso, nei mesi scorsi, dopo la condanna in primo grado dei due dirigenti della Ciclat e il rinvio a giudizio del dipendente pubblico, sia la coop che il Comune di Firenze hanno acconsentito a risarcire il danno.

Zia e la nipotina erano state travolte dalla dal ramo caduto dall’albero mentre passeggiavano con il resto della famiglia nel parco fiorentino. L’albero, da cui si è staccato il grosso ramo, è un bagolaro di ottant’anni, una specie che può arrivare fino a 200 anni di età. L’ultimo controllo “approfondito e certificato” dell’albero era stato fatto 4 anni prima del tragico evento, e, secondo il piano di controllo quinquennale del Comune di Firenze, doveva essere riesaminato entro un anno.

Il Sindaco di Firenze Dario Nardella, all’epoca dei fatti dichiarò “i controlli sulle alberature sono passati lo scorso anno da 2.200 annui a 12.200 e quest’anno ne sono stati previsti già 8.131 e altrettanti ne saranno fatti entro la fine dell’anno” ed ha aggiunto: “Forniremo in maniera completa e trasparente, quando ci verranno chieste, tutte le indicazioni e i dati in nostro possesso ai cittadini e alla magistratura”. Il Comune di Firenze ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali.

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