Controradio Streaming
Sab 30 Mag 2026
Controradio Streaming
ToscanaCronacaAncora violenza cieca, ancora nel carcere pratese della Dogaia

Ancora violenza cieca, ancora nel carcere pratese della Dogaia

Logo Controradio
www.controradio.it
Ancora violenza cieca, ancora nel carcere pratese della Dogaia
Loading
/

Il Giudice per l’udienza preliminare di Prato ha disposto il processo per tre persone in relazione a gravi episodi di violenza avvenuti nei mesi scorsi tra i detenuti del carcere della Dogaia.

PRATO Ancora violenza cieca, ancora nel carcere pratese della Dogaia. Tre detenuti sono stati rinviati a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare per torture e violenze sessuali consumate all’interno della casa circondariale. La decisione è stata presa dal magistrato al termine delle indagini coordinate dalla procura pratese guidata da Luca Tescaroli, che ha ricostruito tre distinti episodi di abusi ai danni di altri reclusi.Secondo gli inquirenti, le vittime sarebbero state picchiate, minacciate e umiliate per giorni dai propri compagni di cella, fino a subire violenze sessuali.
Il primo processo, al via il 13 luglio 2026, riguarda un detenuto marocchino di 39 anni accusato di aver perseguitato un italiano di 47 anni. La vittima sarebbe stata costretta a continui soprusi: svegliata di notte, percossa, privata delle foto dei familiari e obbligata a subire pratiche sessuali degradanti. Già iniziato invece il procedimento nei confronti di due detenuti, di 37 e 48 anni, accusati di violenza sessuale di gruppo e tortura ai danni di un giovane tossicodipendente alla sua prima esperienza carceraria. Le violenze, secondo l’accusa, sarebbero andate avanti per giorni provocando anche gravi conseguenze fisiche e psicologiche. Prossima udienza il 10 luglio. Il terzo caso riguarda un detenuto brasiliano di 33 anni accusato di aver abusato del compagno di cella pachistano dopo minacce e aggressioni. Il processo inizierà il 23 ottobre.
Fondamentali, sottolinea il procuratore Luca Tescaroli, sono state le denunce delle vittime, che hanno permesso di far emergere un quadro di forte degrado e violenza all’interno della casa circondariale pratese.