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Lun 23 Feb 2026
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MusicaDisco Della SettimanaAltın Gün, "Garip". Il Disco della Settimana.

Altın Gün, “Garip”. Il Disco della Settimana.

Il quintetto psichedelico turco di Amsterdam candidato ai Grammy, torna con  un sentito omaggio al leggendario cantautore folk turco Neset Ertas.

Da quando hanno fatto il loro ingresso sulla scena nel 2018 con il debutto ‘On’, gli Altın Gün, con sede ad Amsterdam, sono diventati l’avanguardia nel revival dell’Anatolian Funk e del rock turco degli anni ’70.

Influenzati da artisti turchi degli anni ’70 come Baris Manço ed Erkin Koray, gli Altin Gun hanno poi pubblicato ‘Yol’ del 2021, che ha introdotto synth e drum machine nel mix per un’atmosfera dream-pop più influenzata dagli anni ’80. In seguito la band ha continuato a tenere un forte legame con le tradizioni folk anatoliche dei loro artisti preferiti con i dischi ‘Alem’ e ‘Ask’ del 2021 e 2023. Il fondatore della band e bassista Jasper Verhulst afferma: “Stiamo facendo la stessa cosa che facevano molti di quegli artisti a cui ci ispiriamo, ovvero suonare brani tradizionali turchi e canzoni scritte da artisti folk”.
 
Dopo l’abbandono della band dalla cantante Merve Dasdemir (di cui sentiremo parlare presto), con ‘Garip’ (in italiano “Strano”, il sesto album) hanno portato il legame con le origini folk in primo piano, presentando una raccolta di canzoni scritte originariamente dalla leggenda folk turca Neset Ertas. Ertas (1938-2012) era un cantante, paroliere e suonatore di baglama molto amato e rispettato, nonché incarnazione moderna dell’antica tradizione ashik dei bardi-trovatori folk. Nel corso della sua lunga carriera, ha registrato più di 30 album e scritto centinaia di canzoni, alcune delle quali sono state registrate da artisti famosi come Baris Manço e Selda Bagcan.
 
Per Erdinç Eçevit, cantante, tastierista e suonatore di baglama degli Altın Gün, interpretare una suite di brani di Ertas è un’occasione per tornare alle sue radici:  “Entrambi i miei genitori sono turchi, della stessa zona da cui proviene lui. È la musica con cui sono cresciuto. Quando avevo cinque o sei anni, mio nonno aveva sempre delle cassette di Neset Ertas e io le ascoltavo tutto il giorno. Allora ero troppo piccolo per capire davvero i testi e il loro significato, ma mi piacevano molto le melodie.”

 
Ora, a distanza di anni, Eçevit si è immerso completamente nei testi di Ertas, messaggi che vengono dal cuore e che, secondo lui, sono “storie su ciò che lui affronta nella vita, la musica tradizionale turca è il blues del popolo turco”. 
Nessun brano esemplifica meglio questo concetto di ‘Gönul Dagi’, una delle composizioni più famose di Ertas, qui riportata in vita dalla voce struggente e sensibile di Eçevit.
“Gönul Dagi parla del dolore dell’amore, delle tempeste del cuore e della solitudine del desiderio – racconta sempre Eçevit – Esprime ciò che l’Anatolia rurale ha sempre provato: che l’amore è sacro e doloroso, una forza della natura”. Nelle mani degli Altın Gün, il brano diventa un languido funk-rock con chitarra liquida, una sostenuta linea di basso e e un palpabile aria di mistero, approfondito dai ricchi arrangiamenti degli archi forniti dalla Stockholm Studio Orchestra.
 
Gli archi sono presenti in diversi brani, richiamando influenze che includono la musica popolare egiziana, le colonne sonore di Bollywood e l’arabesco turco. Ma, come spiega Verhulst, c’è un altro elemento fondamentale alla base del sound: “c’è sicuramente un’influenza franco-italiana in questi arrangiamenti”, è infatti facire ritrovare nella splendida “Suçum Nedir” echi della indimenticabile Playground Love degli AIR (dalla colonna sonora di The Virgin Suicides)


È un ottimo esempio della voglia degli Altın Gün di ampliare i propri orizzonti e incorporare una vasta gamma di influenze musicali.

Il brano di apertura dell’album e primo singolo: ‘Neredesin Sen’, è un brano pulsante, guidato dal basso, con un forte sapore indie dei primi anni ’80 che mette in mostra la fluida alchimia tra il batterista Daniel Smienk e il percussionista Chris Bruining. Il brano di chiusura, ‘Bir Nazar Eyeldim’, è una ballata mozzafiato con la voce ispirata di Eçevit che si sviluppa su ricchi arpeggi di synth e una base elettronica. Lungo il percorso, la band tocca anche vibrazioni prog e un’atmosfera rilassata da West Coast. Le intricate figure di baglama di Eçevit sono intessute in tutto l’album, creando un collegamento diretto con quelle prime influenze in brani come la fumosa ‘Nigde Baglari’, con il suo ritmo folk fuori dal comune e la sensazione cavernosa delle steppe anatoliche.
 
“È il nostro album più eclettico – dice Verhulst – C’è un po’ di tutto. Le canzoni sono più difficili da etichettare. Volevamo fare qualcosa di diverso da quello che abbiamo fatto in passato. Meno aggressivo, meno pop, meno ovviamente psych-rock. Più semplicemente vibrante”.
 
Pubblicato ancora una volta per la prestigiosa Glitterbeat, ‘Garip’, il lavoro più ambizioso e variegato della loro carriera, è il suono di una band in continua evoluzione. Un gruppo musicale maturo che non ha più nulla da dimostrare e che non ama seguire strade troppo facili.

Gli Altın Gün oggi sono:
. Jasper Verhulst – basso
. Erdinç Eçevit – voce, baglama, tastiere
. Daniel Smienk – batteria
. Chris Bruining – percussioni
. Thijs Elzinga – chitarre

Garip” degli Altın Gün è il nostro Disco Della Settimana.