A Firenze un convegno a difesa della Libertà di Stampa

Libertà di Stampa

🔈Firenze, si è tenuto al Cinema La Compagnia, il convegno a difesa della Libertà di Stampa, dal titolo “Informazione sotto scorta. Non lasciateci soli. Giornalisti nel mirino”, organizzato da Fondazione dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, con il patrocinio di Comune di Firenze, dell’Ordine Nazionale dei giornalisti, della Federazione nazionale della Stampa, dell’Associazione Stampa Toscana, di Cgil Cisl e Uil Toscana.

La Libertà di Stampa in Italia è sotto attacco, sono infatti quasi 4.000 i giornalisti minacciati in Italia dal 2006, secondo i dati di Ossigeno per l’informazione, mentre la sezione “Giornalisti Minacciati” del sito di FNSI viene costantemente aggiornata con nuovi episodi: l’attacco alla libertà di stampa e ai suoi rappresentanti è un fenomeno che negli ultimi anni è cresciuto notevolmente.

“Dobbiamo partire dal principio fondamentale del diritto di essere informati e della libertà d’informazione – ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, parlando a margine del convegno – per questo da Firenze lanciamo la proposta di una modifica alla legislazione per inasprire le pene per chiunque si renda responsabile di minacce, violenze o di qualsiasi forma di condizionamento dell’attività del giornalista”.

“Ciò che conta per il giornalista – ha detto ancora il sindaco – è la piena autonomia, la tranquillità con cui svolge il proprio lavoro. Quando parliamo di condizionamenti ci riferiamo a condizionamenti di qualunque tipo, che possono maturare nell’ambito lavorativo o al di fuori. Oggi parliamo soprattutto dei casi più gravi, di minacce che vengono spesso da ambienti criminali verso i giornalisti. Dobbiamo fare le dovute differenze tra fatti più gravi e meno gravi, sapendo che in ogni caso il principio da tutelare è l’autonomia e la libertà del giornalista”.

“Bisogna alzare il livello dell’opinione pubblica in difesa della categoria – ha detto ai nostri microfoni il vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura, David Ermini – Non lasciateci soli. Giornalisti nel mirino” organizzato dalla Fondazione dell’Ordine dei giornalisti della Toscana.

“Queste cose che si sono verificate negli ultimi periodi – ha aggiunto Ermini – sono agghiaccianti, brutte e non degne di un paese civile. Credo che ci debba essere un atteggiamento molto più forte da parte dell’opinione pubblica verso le aggressioni che i giornalisti subiscono”.

“Non ci dobbiamo limitare a contrastare quelli che sono gli episodi di violenza fisica: ci deve essere un atteggiamento dell’opinione pubblica molto più protettivo nei confronti di chi è un elemento portante del nostro sistema della democrazia – ha continuato il vicepresidente del Csm – Il controllo della stampa sulle attività della politica, dell’imprenditoria, ma vorrei dire anche della magistratura è fondamentale. Credo sia importante sottolineare il fatto che i giornalisti vanno tutelati anche da quelle che sono le difese dalle liti temerarie che spesso vengono poste in essere contro i giornalisti”.

Su questo tema, ha concluso, “c’era una proposta di legge nella passata legislatura che fu bloccata al Senato, ma che la Camera aveva già approvato, dove si interveniva sulle querele temerarie e si interveniva soprattutto seguendo quelli che erano i messaggi dell’Europa cioè togliere le sanzioni detentive verso i giornalisti”.

“E’ una proposta giusta che condivido: fare di Firenze la città da cui possa partire questa proposta è un’idea che penso si possa sostenere”. Lo ha affermato Andrea Martella, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, commentando la proposta del sindaco di Firenze Dario Nardella di inasprire le pene per chi minaccia o aggredisce i giornalisti. “Naturalmente bisogna trovare un punto di equilibrio”, ha detto, sottolineando che “deve passare il principio che chi minaccia un giornalista sta minacciando tutti quanti noi perché impedisce la libertà di informazione”.

“A questi fenomeni – ha spiegato – bisogna rispondere innanzitutto rafforzando le misure di protezione personale da parte dello Stato nei confronti dei giornalisti e dei loro familiari, ma bisogna anche far fronte a un altro fenomeno, minacce più subdole che possono mettere in discussione l’indipendenza e la libertà dell’informazione”. Martella, presente al convegno sulla libertà di stampa, ha ribadito l’appello per un’approvazione rapida della legge giacente in Parlamento contro le querele temerarie, e che abolisce il carcere per i giornalisti, sottolineando che “è responsabilità del legislatore trovare un punto di equilibrio fra diritto di cronaca e tutela della libertà delle persone, respingendo con fermezza ogni tentativo di far passare norme animate solo da uno spirito punitivo”.

“A rendere la stampa meno libera è anche la diffusa precarietà del lavoro giornalistico, diventata sempre più strutturale in molte redazioni” afferma Martella. “Il mio obiettivo fin da subito è stato quello di fare in modo che si possano introdurre regole nuove, e comunque che venga riconosciuto un giusto compenso al lavoro giornalistico, per cui la commissione riprenderà il proprio lavoro nelle prossime settimane. L’idea – conclude il sottosegretario alla presidenza del Consiglio – è di lavorare per arrivare a delle regole che siano condivise, sostenute, che non vengono messe in discussione. Mi auguro che in tempi rapidi ci possano essere delle regole condivise”.

Il convegno è stato organizzato da Fondazione dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, con il patrocinio di Comune di Firenze, dell’Ordine Nazionale dei giornalisti, della Federazione nazionale della Stampa, dell’Associazione Stampa Toscana, di Cgil Cisl e Uil Toscana.

Gimmy Tranquillo ha intervistato David Ermini Vicepresidente del CSM ed il sindaco di Firenze Dario Nardella:

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