Firenze-Scandicci, a rischio i maxi progetti Lupi di Toscana e Centro Unicoop

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    Firenze-Scandicci, a rischio i maxi progetti Lupi di Toscana e Centro Unicoop
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    A rischio due maxi progetti tra Firenze e Scandicci. La ex Caserma dei Lupi di Toscana e il nuovo centro direzionale di Unicoop. Costi lievitati, tempi lunghi e soprattutto le osservazioni dell’Autorità di bacino potrebbero frenare due tra le più grandi opere urbanistiche della Città Metropolitana.

    Si tratta indubbiamente di due tra le operazioni più impegnative ed ambiziose che dovrebbero prendere forma nella Città metropolitana di Firenze nei prossimi anni. E ora rischiano. Quanto meno di subire una battuta d’arresto. Stiamo parlando da una parte del futuro della ex Caserma dei Lupi di Toscana, di fronte l’ospedale di Torregalli, al confine tra Firenze e Scandicci, la più grande operazione di rigenerazione urbana degli ultimi anni. Sempre su quel confine, ma su viale Nenni c’è poi la questione del nuovo Centro Direzionale di Unicoop Firenze: cento milioni di investimento. C’è un problema di costi e di tempi, ma soprattutto c’è – in entrambe i casi – una questione di rischio idraulico. E dunque ci sarà bisogno di opere di mitigazione più sostanziose di quanto immaginato. E dunque, ancora costi aggiuntivi. E i tempi che si allungano. Il 12 novembre si saprà se e quali osservazioni sono state accolte dall’Autorità di bacino distrettuale dell’appennino settentrionale. Che si occupa di pianificazione territoriale e strategica proprio a proposito di rischio idrogeologico lungo tutti i fiumi toscani. Nel frattempo la segretaria dell’Autorità – l’ex parlamentare di AN Gaia Checcucci – fa sapere a mezzo stampa che «ora c’è un confronto in corso e cerchiamo di uscirne. Sia per i Lupi di Toscana che per l’area del viale Nenni. Però sui Lupi di Toscana non posso che dire che c’è stata molta leggerezza nella prima fase progettuale, a cominciare dal 2021. Ci si sciacqua la bocca con la lotta ai cambiamenti climatici e con la messa in sicurezza, ma tanto più ora a 20 giorni dal 60esimo dell’alluvione mi preme sottolineare che lo scenario di pericolosità idraulica utilizzato per i Lupi di Toscana e che il Comune ci ha sottoposto durante le interlocuzioni degli ultimi mesi non teneva conto delle nostre mappe. Non di quelle nuove certo, quelle che stiamo aggiornando. Ma nemmeno di quelle vecchie. E questo è francamente incomprensibile».