Tre sfratti a settimana a Firenze. La denuncia arriva dal segretario del Sunia, il sindacato degli inquilini, Fabio Seggiani. Che aggiunge, “in città gli appartamenti sfitti sono trentamila”. Una situazione che avvicina Firenze alla situazione spagnola.
La crisi abitativa a Firenze morde, sempre di più. Soprattutto le famiglie, soprattutto la zona grigia di chi non riesce a stare dietro ad un mercato senza freni ma non ha neanche accesso al welfare o agli alloggi popolari perché non abbastanza povero. E gli sfratti sarebbero in media, nella sola città, tre a settimana. Lo sostiene il segretario del sindacato degli inquilini Sunia Fabio Seggiani, che ricorda come si ripeta ogni giorno lo stesso rito. Sfratto con la forza pubblica, richiesta di rinvio, ufficiale giudiziario, sit in di protesta e le famiglie spesso con bambini in attesa della prossima visita della polizia accompagnata dal padrone di casa. La Spagna – con le sue mobilitazioni ed imponenti manifestazioni sulla stessa questione – non è poi così lontana. Lì – soprattutto dopo la morte di Maricarmen Abascal, la donna che innescò la protesta per la casa – sta esplodendo quella bomba sociale che spesso viene paventata anche a Firenze. Dove peraltro ci sarebbero la bellezza di 30 mila case tenute sfitte dai proprietari per le ragioni più disparate. Bomba sociale perché ad essere sfrattati sono peraltro lavoratori. Dice Seggiani: «le persone vengono sfrattate per due motivi. Il primo, termina il contratto di locazione e il proprietario aumenta del 25-30 per cento il costo dell’affitto, rendendolo insostenibile. Gli inquilini potrebbero pagare la stessa cifra, ma l’aumento non lo reggono. Secondo motivo, la morosità incolpevole degli inquilini, che non riescono più a sostenere l’affitto perché il costo della vita è aumentato a dismisura».


