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Gio 3 Set 2026
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Archivio storico Comune Firenze celebra 50 anni a Palazzo Bastogi con mostra e video

L’Archivio storico del Comune di Firenze partecipa alle Domeniche metropolitane offrendo ai cittadini un’occasione per riscoprire il proprio patrimonio documentario e festeggiare un traguardo importante ovvero i 50 anni dalla sua istituzione formale nella sede di Palazzo Bastogi, in via dell’Oriuolo 33: verrà proposto un percorso teatralizzato curato in collaborazione con la Fondazione Muse.

Attraverso le figure del bibliotecario e archivista Giuseppe Conti, del Granduca Pietro Leopoldo e di Elisa Baciocchi, i visitatori saranno guidati alla scoperta dei tre principali fondi storici dell’Archivio. La storia dei documenti comunali sarà inoltre raccontata in un video promozionale realizzato con l’ufficio comunicazione di Palazzo Vecchio. Al piano, si legge in una nota, sarà inoltre allestita una mostra speciale a cura del personale dell’Archivio, che esporrà alcuni dei documenti più rappresentativi conservati, compresi i fondi aggregati come quelli dedicati ai teatri cittadini, all’Ospedale San Giovanni di Dio e alle Scuole Leopoldine.

“L’Archivio storico rappresenta la memoria viva di Firenze, un luogo straordinario in cui i documenti raccontano la grande e la piccola storia della nostra comunità – spiega l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini -. Festeggiare i cinquant’anni dalla sua sede a Palazzo Bastogi significa celebrare mezzo secolo di servizio pubblico gratuito, reso possibile da un costante investimento della nostra amministrazione in personale qualificato, nella cura dell’immobile e nella tutela dei documenti garantita dal laboratorio di restauro interno. Oggi l’Archivio è un’eccellenza accessibile a tutti, sia in presenza sia grazie a un database online che conta oltre 270.000 record”.

“Un evento di living history che restituisce agli occhi del pubblico i tratti di alcune figure chiave della storia della città e dei suoi archivi, dal Granduca Pietro Leopoldo a Elisa Baciocchi fino all’erudito Giuseppe Conti”, sottolinea Valentina Zucchi, responsabile della mediazione culturale di Fondazione Muse.