Il caso Montedomini continua ad agitare le acque della politica fiorentina e non solo. Ieri l’affondo di Renzi che chiede a Funaro la testa del presidente Frittelli e un cambio di rotta deciso, mentre si attendono le risposte in aula alle interrogazioni presentate in parlamento da Fratelli d’Italia e Lega . E anche in maggioranza non mancano le voci critiche che chiedono un cambio di passo più deciso di quanto fin ora prospettato.
“Nel 2009 abbiamo ridotto le poltrone delle aziende alla persona per fare un’unica azienda, che è la Montedomini. Le regole erano chiare e la prima era che non si poteva usare per fini commerciali ciò che secoli di eredità dei fiorentini è andato per difendere gli ultimi. Credo che l’amministrazione Nardella abbia sbagliato mi auguro che Sara Funaro commissari il presidente Frittelli e che metta alla guida di Montedomini una struttura coerente con la tradizione fiorentina, e non con le idee di Nardella”. Un affondo in pieno stile rottamatore quello di Matteo Renzi ieri alla Versiliana. Tanto siù rumoroso in quanto proveniente dal seno del costruendo campo largo. E poco conta che Italia Viva in Comune sia all’opposizione. Intanto si attende che il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, risponda alle interrogazioni presentate da Lega e Fratelli d’Italia alla ripresa dei lavori di Camera e Senato a settembre.
Il ministero dovrebbe chiedere intanto a Palazzo Vecchio tutta la documentazione relativa all’Asp Montedomini: qualora emergessero irregolarità o omissioni, il governo potrebbe procedere con una diffida, disporre un’ispezione o anche arrivare al commissariamento dell’ente.
E come se non bastasse, in maggioranza, le voci critiche si fanno sempre più forte, così come lo scontro tra minimizzatori e evidenziatori. In Avs-Ecolò, il malcontento sarebbe crescente. Così come anche nello stesso Pd. Infine la fiom. Il segretario Toscano, Daniele Calosi, sottolinea !il caso Montedomini richiede un’assunzione di responsabilità politica e un cambio di metodo. Ascoltare lavoratrici, lavoratori e cittadini è il primo passo per ricostruire fiducia”.

