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Gio 30 Lug 2026
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Peste suina: abbattuti il 10% degli esemplari di Cinta senese

Lo sottolineano 15 associazioni. L’assessore all’agricoltura della Toscana Leonardo Marras: ‘la razza cinta senese a rischio, va salvata’. ‘Servono risorse economiche per smaltire le carcasse e procedere ai risarcimenti’

“In poche settimane abbattuto il 10% dei capi della storica razza Cinta Senese“. Lo sottolineano 15 associazioni (Slow Food Italia, FederBio, Legambiente, AssoBio, Aiab, Aiab Emilia-Romagna, Aiab Toscana, Aiab Liguria, La Buona Terra, Veterinari Senza Frontiere Italia, Ari (Associazione Rurale Italiana), Rare (Associazione Razze autoctone a rischio di estinzione), Onas (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Salumi), Uci (Unione Coltivatori Italiani), insieme al Consorzio di Tutela della Cinta Senese Dop) in una lettera al Commissario straordinario alla peste suina africana, Giovanni Filippini, chiedendo un incontro urgente.

Per quanto riguarda la peste suina africana “al momento abbiamo come obiettivo la salvezza della razza più messa in crisi, quella della cinta senese, allevata allo stato brado e quindi più vulnerabile. Abbiamo proposto un disciplinare, su cui il ministero ci ha risposto in tempo record, che consente di macellare fuori dalla zona di allevamento in caso di restrizione e di impiantare una stabulazione fissa per proteggere i capi”. Lo ha detto l’assessore toscano all’economia, attività produttive, politiche del credito, turismo e agricoltura Leonardo Marras, intervenendo in Consiglio regionale durante la discussione degli atti collegati al piano faunistico venatorio.

Marras ha ricordato che in commissione sviluppo economico è stato ascoltato il commissario Giovanni Filippini, che ha avvertito che la situazione è molto complicata e che sarà molto difficile debellare la malattia.

“La virulenza e persistenza del virus – ha detto Marras – non rendono facile il contrasto e la sua eradicazione, dopo l’insediamento del commissario è partita l’azione della cabina di regia con il supporto di enti e associazioni di categoria. In questo momento servono risorse economiche per smaltire le carcasse e procedere ai risarcimenti, sempre nelle competenze commissariali”.