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Mer 29 Lug 2026
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Firenze, Casa di Cura Villa delle Terme, presidio Cgil-Cisl-Uil di categoria per denunciare le condizioni di lavoro

Presidio questa mattina davanti alla Casa di Cura Villa delle Terme di Falciani, nel comune di Impruneta, dove FP CGIL, CISL FP e UIL FP, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori della struttura, hanno manifestato per denunciare le criticità organizzative e assistenziali che interessano la struttura, appartenente al Gruppo Clariane.

La mobilitazione coinvolge una realtà che impiega complessivamente circa 300 dipendenti: 250 sono in servizio nel presidio di Falciani, mentre altri 50 operano nel distretto Marconi di Firenze. Secondo le organizzazioni sindacali, l’attuale modello organizzativo starebbe incidendo negativamente sia sulla qualità dell’assistenza ai pazienti sia sulle condizioni di lavoro del personale. Tra le principali criticità segnalate figurano la progressiva riduzione degli operatori dedicati all’assistenza, il crescente ricorso a forme di lavoro esternalizzate e precarie e un’organizzazione dei turni ritenuta sempre più gravosa.

Per FP CGIL, CISL FP e UIL FP, questa situazione espone lavoratrici, lavoratori e pazienti a rischi crescenti, rendendo necessario un intervento volto a rafforzare gli organici e a garantire standard assistenziali adeguati.

“In questa struttura – hanno spiegato FP CGIL, CISL FP e UIL FP – ogni giorno il personale garantisce con professionalità e dedizione l’assistenza agli ospiti, ma le risorse umane continuano a diminuire. La direzione ha esternalizzato un intero piano a un’impresa sociale, impiegando personale anche con partita IVA o con condizioni contrattuali peggiorative rispetto agli altri lavoratori”.

Le organizzazioni sindacali hanno denunciato inoltre una situazione di forte incertezza per parte del personale, che spesso non conosce con anticipo se verrà chiamato a lavorare e segnalano gravi criticità durante il servizio notturno. “Ci sono reparti – hanno proseguito i sindacati – in cui di notte un solo infermiere e un solo operatore socio-sanitario devono assistere oltre 28 pazienti che richiedono cure ad alta intensità. Anche quando è necessario l’intervento del medico, l’infermiere rimane da solo nel reparto. È una situazione che riteniamo non più sostenibile e che mette a rischio sia la sicurezza dei lavoratori sia quella degli ospiti”.

La situazione è già stata segnalata anche all’ASL Toscana Centro, affinché vengano garantiti adeguati standard assistenziali e organizzativi: le tre sigle sindacali chiedono all’Asl un intervento tempestivo e risolutivo in questa direzione. FP CGIL, CISL FP e UIL FP hanno chiesto infine un confronto immediato con l’azienda per rafforzare gli organici, superare il ricorso al lavoro precario, garantire condizioni di lavoro dignitose e assicurare un’assistenza all’altezza dei bisogni delle persone ricoverate. “L’obiettivo della mobilitazione – hanno concluso FP CGIL, CISL FP e UIL FP – è far capire che occorre tutelare contemporaneamente chi lavora e chi è assistito. Meno personale significa inevitabilmente più rischi: per questo chiediamo che la sicurezza, la qualità dell’assistenza e un’organizzazione del lavoro adeguata tornino a essere la priorità”.

Le tre sigle sindacali hanno ricordato infine che la situazione descritta sta in una cornice che è quella di un contratto nazionale di lavoro scaduto da 8 anni il cui elemento retributivo non sta al passo con l’inflazione