Secondo una stima che emerge in queste ore, basata sui detenuti delle sette sezioni del carcere di Sollicciano che il tribunale di Firenze ha ordinato di sequestrare per motivi di igiene e sicurezza della struttura, sarebbero oltre 200-230 i reclusi di cui l’Amministrazione penitenziaria deve organizzare il trasferimento in altre carceri.
Attualmente a Sollicciano, compresa la sezione femminile, ci sono oltre 600 detenuti reclusi in condizioni di sovraffollamento che sono state lamentate a più riprese, e dai soggetti più diversi, ormai da anni.
“È una conseguenza inevitabile considerato lo stato di enorme degrado in cui versa il carcere di Sollicciano. È un atto inedito perché in tanti anni di avvocatura non avevo mai visto un fatto simile e va reso merito ai magistrati, dalla Procura alla sorveglianza, perché hanno messo il dito in una piaga a tutti evidente e sollecitando una soluzione a questo problema”. Così il Garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, commenta la notizia del sequestro preventivo di reparti del carcere fiorentino.
“È – continua – un esempio e una sollecitazione nei confronti di altre carceri perché, non scordiamolo, Sollicciano non è l’unico penitenziario in Italia ad avere grandi problemi. Il provvedimento adottato può a ben vedere definirsi di qualità sotto questo profilo”
“Il sequestro disposto dall’autorità giudiziaria di alcune sezioni del carcere di Sollicciano e il trasferimento dei detenuti in altre strutture certifica il fallimento del ministero della Giustizia. Da anni, di fronte a una situazione terribile e disastrosa, il ministero rilancia promesse poi puntualmente non mantenute, senza mettere in campo un progetto credibile di radicale riqualificazione. L’intervento della magistratura riguarda una struttura che è sotto la responsabilità e la gestione del ministero”. Così Federico Gianassi, deputato dem e segretario del Pd Firenze.
“Sollicciano non può più essere lasciato in queste condizioni – aggiunge in una nota -: servono risorse e interventi immediati, serve un piano complessivo accompagnato da grande determinazione istituzionale e politica per realizzarlo. Ora basta fughe, il ministero ci metta la faccia”

