“Il provvedimento di sequestro preventivo emesso dalla Procura di Firenze per le condizioni disumane e insalubri di Sollicciano rappresenta un atto senza precedenti, ma per noi di Pantagruel costituisce la conferma di ciò che denunciamo pubblicamente e instancabilmente da anni” questo il commento dell’associazione.
“Le nostre relazioni, i nostri appelli e i costanti gridi d’allarme- denuncia Pantagruel- rimasti troppo a lungo inascoltati trovano oggi un riscontro formale e incontrovertibile nella magistratura“.
Secondo l’associazione “le celle invase dall’umidità, l’inabitabilità dei dormitori, la sporcizia e il rischio costante legato agli impianti elettrici fatiscenti non sono ‘emergenze’ dell’ultima ora, ma una realtà strutturale degradante con cui i detenuti e gli operatori sono costretti a convivere ogni giorno, in aperta violazione dell’Articolo 27 della Costituzione” .
Pantaguel vive il carcere quotidianamente attraverso i propri volontari e accoglie “questo atto come un punto di non ritorno” . Tuttavia l’associazione esprime ” forte preoccupazione per le modalità del trasferimento immediato dei detenuti. Lo sfollamento verso altre strutture rischia di sradicare ulteriormente queste persone dai loro percorsi di reinserimento e dai legami territoriali e familiari, oltre a sovraccaricare altri istituti già al collasso”.
“La magistratura -conclude Pantagruel- ha fatto il suo dovere di fronte all’illegalità diffusa della struttura; ora la politica e le istituzioni non possono più girarsi dall’altra parte. Non basta chiudere le sezioni o spostare i corpi: serve un ripensamento radicale dello spazio e della dignità della pena a Firenze. Chiediamo un tavolo di confronto immediato che includa il terzo settore per monitorare la destinazione e i diritti di chi oggi viene trasferito.”

