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Ven 12 Giu 2026
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Firenze, scendono in piazza i lavoratori della cultura: “Salari anche a 5 euro l’ora”

Carenze di organico strutturali, a fronte dei tagli ai finanziamenti del governo, che portano a precarietà ed esternalizzazioni con assenza di tutele previdenziali e sociali, sottoremunerazione, contratti impropri o inesistenti. Questi i motivi per cui decine di lavoratori della cultura hanno partecipato oggi al presidio di Firenze, nel piazzale degli Uffizi, per il primo sciopero nazionale del settore, indetto da Fp-Cgil, Nidil-Cgil e Filcams-Cgil, a cui hanno aderito anche Cub, Usi, Adl Cobas, Cobas Lavoro Privato, Clap, Sial Cobas, e le associazioni del lavoro culturale ‘Mi Riconosci?’, Redacta e Acta.

“Siamo qui per iniziare un percorso che non non finisce oggi ma ci vedrà in piazza, speriamo uniti, quante più persone possibili per un nuovo corso che vada verso la legittimazione dei lavoratori impiegati in questo settore”, ha detto Valeria Giunta (Fp-Cgil), sottolineando che “non vogliamo più sentir parlare di partite Iva improprie, di lavoratori in subappalto che non hanno le giuste tutele”.

Gaia Ravalli (‘Mi Riconosci?’) ha osservato che “si parla veramente di salari bassissimi, anche 5-6 euro l’ora”, e che “siamo in una città”, ossia Firenze, “in cui c’è un problema fortissimo di turistificazione, di gentrificazione a discapito della cittadinanza, si perdono spazi per la cittadinanza. Noi come cittadine e cittadini paghiamo le conseguenze della turistificazione e al contempo come lavoratrici e lavoratori siamo sottoposti a un lavoro povero, precarizzato, frammentato”.