TOSCANA. la maggioranza di Governo preferisce evitare la questione del Fine vita per non creare frizioni
interne e spaccature, ignorando così le richieste dei cittadini, delle associazioni e della stessa Corte
Costituzionale. Anche l’esperienza positiva della Toscana, che ha smentito lo spauracchio del “turismo della
morte”, viene del tutto ignorata dalla politica nazionale. Di recente, infatti, l’Aula del Senato ha approvato il
rinvio in commissione del disegno di legge presentato dalle opposizioni; una mossa che, a circa un anno
dalla fine della legislatura, ne decreta di fatto l’arenarsi definitivo. Sono ormai passati sette anni dalla
sentenza della Consulta che ha depenalizzato il suicidio assistito, ma l’assenza di una legge del legislatore
che regoli tempi e modalità costringe i malati a subire indicibili sofferenze e trafile burocratiche. Per evitare il
voto segreto in aula, la maggioranza si avvale anche degli alibi forniti dai presidenti del CNR e dell’Istituto
Superiore di Sanità; in particolare, il presidente del CNR nega l’esistenza di dispositivi autorizzati per
l’autosomministrazione del farmaco letale, smentendo clamorosamente un macchinario che il suo stesso
ente ha dovuto fabbricare su ordine del Tribunale di Firenze. Filomena Gallo, coordinatrice del collegio di
difesa di “Libera” e Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. L’on. Alfredo Bazoli è Senatore
del Partito democratico e primo firmatario del disegno di legge per introdurre in Italia una legge nazionale sul
fine vita.


