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Mer 20 Mag 2026
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ToscanaDirittiSciopero Kering, 1.000 in piazza a Scandicci contro licenziamenti Alexander McQueen

Sciopero Kering, 1.000 in piazza a Scandicci contro licenziamenti Alexander McQueen

Un migliaio di persone ha partecipato oggi a Scandicci, nel Fiorentino, alla manifestazione indetta dai sindacati Filctem-Cgil, Femca Cisl e Uiltec contro i licenziamenti annunciati da Alexander McQueen, marchio del gruppo Kering. Secondo le organizzazioni sindacali, lo sciopero ha registrato “un’altissima adesione”.

Il corteo è partito davanti alla sede di Gucci e ha raggiunto gli uffici di Kering, dove si è svolto un presidio dei lavoratori della filiera della pelletteria di lusso. Alla mobilitazione ha preso parte anche la sindaca di Scandicci, Claudia Sereni, che ha espresso vicinanza ai dipendenti coinvolti nella vertenza.

“Parliamo di licenziamenti che, a quanto sappiamo, l’azienda intenderebbe portare avanti senza ricorrere agli ammortizzatori sociali”, ha dichiarato Sereni, sottolineando la preoccupazione che il caso McQueen possa diventare “un modello di riferimento per affrontare altre crisi aziendali”.

La sindaca ha ricordato il ruolo strategico di Scandicci e dell’area metropolitana fiorentina nel comparto della pelletteria di lusso, definendolo “uno dei principali poli produttivi al mondo”. Ha quindi rilanciato la disponibilità delle amministrazioni locali a favorire il confronto tra aziende, sindacati e istituzioni: “Ci candidiamo a essere luogo di dialogo e incontro tra tutte le parti coinvolte”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Lorenzo Falchi, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, che ha espresso “totale solidarietà” ai lavoratori in sciopero. “Dopo anni in cui hanno contribuito al successo del settore, oggi rischiano di essere scaricati senza tutele”, ha affermato.

Falchi ha inoltre criticato la gestione della procedura di licenziamento collettivo aperta, secondo quanto riferito, da marzo 2026: “I lavoratori sono rimasti per mesi senza sapere chi avrebbe perso il posto”. Pur riconoscendo la crisi che attraversa il settore moda, il consigliere regionale ha ribadito che “non si può pensare di uscirne attraverso tagli e licenziamenti”, chiedendo al Governo di attivarsi per scongiurare ulteriori esuberi.