Migliaia di lavoratori e lavoratrici del gruppo Kering hanno sfilato per le strade di Scandicci per protestare contro i 54 licenziamenti alla McQueen. Ma la vertenza tocca anche Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga, e gli altri marchi Kering. Altissima l’adesione allo sciopero.
Hanno sfilato in migliaia questa mattina, mercoledì 20 maggio 2026, per le strade di Scandicci. Lavoratori e lavoratrici del gruppo Kering, colosso francese leader mondiale nel settore del lusso e del prêt-à-porter. Fondato nel 1963 e guidato da Luca de Meo, il conglomerato possiede un portfolio di rinomati marchi internazionali legati all’alta moda, alla pelletteria, alla gioielleria e all’occhialeria. Il gruppo ha la testa a Parigi e le mani a Scandicci, sede degli stabilimenti della manifattura, oltre che territorio di terzisti che insieme in questi decenni hanno mantenuto vivo il made in Italy. Un unico serpentone di persona ha sfilato dalla sede Gucci, poco distante dal Castello dell’Acciaiolo, fino a piazza della Resistenza, davanti al Comune di Scandicci. Adesione altissima allo sciopero ed alla manifestazione convocata per dire no ai 54 licenziamenti alla McQueen, marchio del gruppo Kering. Licenziamento di cui al momento si sa pochissimo. Si sa ancora meno invece del piano industriale che l’Amministratore delegato De Meo ha al momento presentato solo agli azionisti, tenendo all’oscuro lavoratori e sindacati. Presagio di sventura, che qui significa appunto tagli, licenziamenti, ridimensionamenti, in un settore che sembrava non conoscere crisi e che invece dopo il clamoroso rimbalzo post Covid e finito nella consueta dinamica del capitalismo contemporaneo, dove ad essere salvaguardati devono essere i profitti degli azionisti e non i posti di lavoro. Che qui rappresentano soprattutto un patrimonio artigianale inestimabile. La vertenza, oltra alla McQueen, tocca lavoratrici e lavoratori di realtà centrali per il comparto moda e lusso, tra cui Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga, Ginori 1735, Brioni, Kering, Gt, Gpa, Garpe. Tutti coinvolti nel piano di ristrutturazione RekonKering presentato dall’Ad Luca De Meo che già si era fatto conoscere da manager della Renault per un piano analogo che portò a 15.000 esuberi a livello globale.


