Manifestazione oggi a Massa (Massa Carrara) organizzata dalla Cgil in solidarietà ai 37 indagati per il corteo del 3 ottobre contro il genocidio in Palestina, quando furono occupati i binari della stazione. Secondo la Cgil Toscana a sfilare sono stati “in migliaia”, tra cittadini, esponenti della società civile, della politica e del sindacato.
“La manifestazione di oggi – ha detto Rossano Rossi, segretario della Cgil Toscana – lancia un messaggio chiaro: è inaccettabile che il dissenso sociale e politico venga trattato come un problema di ordine pubblico e che la protesta venga trasformata in reato. Siamo pronti anche ad uno sciopero generale” regionale “su questa questione perché così si comprimono spazi democratici fondamentali e si colpiscono persone che chiedono pace, diritti e giustizia. In Italia c’è un clima veramente preoccupante, creato dal governo, di repressione del dissenso, di criminalizzazione della protesta”, “questo governo non è disposto a sentire chi la pensa diversamente”.
Tra i 37 indagati figurano il segretario organizzativo della Cgil Toscana Paolo Gozzani, il segretario di Cgil Massa Carrara Nicola Del Vecchio, i segretari della Fp e della Fiom di Massa Carrara Alessio Menconi e Umberto Faita. La Cgil Toscana lunedì prossimo aprirà anche una sottoscrizione per coprire le spese giudiziarie. Per Del Vecchio la manifestazione odierna “è la risposta migliore che potesse essere data. È anche la risposta che la città ha voluto dare ai provvedimenti adottati dalla giunta comunale, che hanno criminalizzato il dissenso e tentato di alzare artificialmente la tensione sociale”.
Il riferimento è all’ordinanza del sindaco Francesco Persiani con cui sono adottate misure per la sicurezza, limitando la vendita e la detenzione di bevande in contenitori fragili lungo il percorso corteo. Il sindaco ha replicato: “Accuse prive di fondamento”, “abbiamo agito di concerto con Prefettura e Questura per far sì che la manifestazione si svolgesse regolarmente. Infatti i provvedimenti adottati hanno dimostrato il buon esito della manifestazione stessa. L’evento, che ovviamente non è stato né doveva essere autorizzato dal Comune, ci ha visti impegnati solo nella corretta gestione di viabilità e traffico, e questo” nell’interesse “dei partecipanti e del resto dei cittadini”.
Tra i partecipanti alla manifestazione anche l’assessora regionale Alessandra Nardini: “È inaccettabile – ha detto – che chi protesta pacificamente venga trattato come un criminale, come è accaduto a chi si ritrova sotto indagine per aver partecipato qui a Massa alla mobilitazione del 3 ottobre contro il genocidio a Gaza.
Tra loro ci sono anche dirigenti sindacali e c’è il presidente dell’Anpi”, “difendere chi è stato colpito da questi provvedimenti assurdi significa difendere il diritto di esprimere dissenso e la democrazia. La democrazia è al sicuro quando le cittadine e i cittadini sono liberi di chiedere e di protestare. È questo il cuore di questa straordinaria risposta di piazza arrivata da Massa e da tutta la Toscana”

