“Mi attendo che in questo tavolo di confronto tra associazioni di imprese e sindacati si trovi una soluzione più consensuale, più efficace: noi la supporteremo nello strumento legislativo”. Lo ha affermato Adolfo Urso, ministro per le Imprese e il Made in Italy, a proposito della norma sulla certificazione di filiera contro il caporalato stralciata dal Ddl Pmi.
“Non dipende dal mio dicastero, ovviamente – ha aggiunto, parlando a margine della cerimonia d’apertura di Pitti Immagine Uomo oggi a Firenze -, ma dal ministero della Giustizia e dalla capacità del sistema produttivo e dei sindacati di trovare un’intesa. Noi siamo dei facilitatori, e lo abbiamo fatto: loro ci hanno chiesto di stralciare quella norma in attesa di trovare una soluzione tra le associazioni di impresa e i sindacati”.
L’obiettivo, ha sottolineato Urso, “è quello di contrastare il caporalato e il mercato del lavoro nero. Quindi il nostro obiettivo è far emergere pienamente la sostenibilità e la legalità della filiera produttiva del Made in Italy. Il Made in Italy non è e non può essere più solo il prodotto bello e ben fatto, di eccellenza e di qualità, che tutti vogliono nel mondo. Deve essere anche e soprattutto bello e ben fatto nel pieno rispetto della legalità e della sostenibilità ambientale”.
Urso ha ricordato che il Ddl sulle Pmi, dal quale è stata stralciata la norma sulla certificazione di filiera, “sta compiendo il proprio percorso legislativo, diventerà legge nelle prossime settimane. In quel provvedimento così importante e strategico per le piccole e medie imprese c’è anche la riforma dell’artigianato; abbiamo delle misure particolarmente importanti per il settore della moda, quali quella che riguarda i minicontratti di sviluppo, che saranno finanziati con una prima dotazione di 100 milioni di euro, che sono più adatti per la loro taglia alle piccole e medie imprese”.
Inoltre, ha aggiunto il ministro, “c’è il provvedimento che finanzia il passaggio generazionale delle competenze tra un lavoratore in procinto di andare in pensione, il quale può completare il proprio percorso lavorativo insegnando la propria esperienza, di tanti anni, talvolta decenni, e il giovane lavoratore che sarà assunto al suo posto. Il passaggio generazionale delle competenze è particolarmente importante per un settore che sostanzialmente resta artigianale come quello della moda, dell’abbigliamento e delle calzature italiane”.

