Zeffirelli: il giorno dei funerali e del lutto cittadino

Oggi a Firenze è il giorno del lutto cittadino, proclamato dal sindaco Dario Nardella, in concomitanza con i funerali di Franco Zeffirelli, celebrati nella cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Un lungo applauso all’arrivo; un altro quasi interminabile all’uscita dalla chiesa quando il carro funebre si e’ fatto largo tra la folla. Firenze ha voluto tributare il suo personale omaggio al maestro Franco Zeffirelli nel giorno dei suoi funerali. La città, in cui il sindaco per oggi ha proclamato il lutto,  si e’ stretta attorno al feretro del regista nel corteo funebre che dalla camera ardente allestita a Palazzo Vecchio ha raggiunto la basilica di Santa Maria del Fiore. Nella sua omelia il cardinale di Firenze Giuseppe Betori ha voluto tracciare gli elementi che hanno caratterizzato la vita del regista.

Franco Zeffirelli riposerà tra i ‘grandi fiorentini’, nella tomba di famiglia nel cimitero delle Porte Sante, accanto alla millenaria abbazia di San Miniato: secondo quanto reso noto dal figlio adottivo Pippo, il corpo del regista sarà cremato e le sue ceneri saranno tumulate domani mattina in una cerimonia privata.

Il ricordo del maestro, prima della conclusione della celebrazione, e’ stato affidato al suo amico Gianni Letta. Tra le autorita’ il sindaco fiorentino Dario Nardella e il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli.

L’amministrazione comunale ha inoltre deciso di sospendere le attività istituzionali previste per la giornata di oggi. La camera ardente allestita nel Salone ha visto un flusso continuo di visitatori, stimati in oltre 8mila.

Il sindaco della città di Firenze, Dario Nardella ha espresso così il suo cordoglio: “Oggi è una giornata triste come quella di ieri, Firenze sta restituendo al Maestro tutto ciò che lui ha dato alla città.” “Penso soprattutto alla Fondazione – ha aggiunto – e al centro internazionale per le arti dello spettacolo”. Il sindaco, prima di entrare nel Duomo per i funerali di Franco Zeffirelli ha aggiunto: “sono attese tante personalità perché Zeffirelli ha portato Firenze nel mondo e il mondo a Firenze.”

Prendendo la parola nella cattedrale di Santa Maria del Fiore durante le esequie, Dario Nardella ha detto: “Franco Zeffirelli non era solo un mirabile regista, un grande intellettuale, un artista di rara bravura, era un geniaccio fiorentino con tutti i pregi e i difetti dei fiorentini: era ribelle, polemico, libero, appassionato, geniale”.
“Il maestro Zeffirelli – ha proseguito Nardella – ci lascia uno dei progetti a cui ha lavorato di più negli ultimi anni, il centro internazionale delle arti e dello spettacolo che ha sede con la sua fondazione qui a Firenze. Siamo onorati, orgogliosi di ricevere questo testimone. Mi auguro che lo Stato italiano e le grandi istituzioni culturali ci possano aiutare per farle crescere, per far crescere quella scuola a cui il maestro guardava, un centro internazionale rivolto soprattutto ai giovani, lui che ha vissuto una gioventù difficile”.

Il sindaco ha poi ricordato che il regista fiorentino “amava questa città come una madre, una figlia, una sorella, e litigava anche con questa città come a volte litighiamo con le nostre sorelle, figlie e madri senza mai recidere un legame profondo e straordinario”. Nel finale del suo intervento, Nardella ha detto che “oggi preghiamo perché possa vivere nell’abbraccio e nella luce eterna del nostro Dio e ci impegniamo solennemente affinché qui sulla terra ciascuno di noi possa far vivere ciò che lui ha dato noi e che noi dobbiamo restituirgli”.

“Oggi è stato emozionante – afferma Pippo Zeffirelli, figlio dell’artista – meglio di così non si poteva fare, è stato un saluto unico, eccezionale a un artista meraviglioso, a un uomo che ha diffuso l’arte a livello internazionale, in giro per il mondo, rappresentando sempre Firenze perché era fiero di essere fiorentino”. Uscendo con il fratello Luciano, Pippo ha detto: “Siamo molto emozionati e contenti di quello che è successo oggi a Firenze, un abbraccio straordinario di tutte le autorità, della città, una grande emozione. Purtroppo adesso gli abbiamo dovuto dire ‘ciao Franco, ciao maestro'”.

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