Toscana: Seduta del consiglio per ricordare vittime leggi razziali

Seduta

“Un minuto di silenzio in ricordo di tutte le vittime delle leggi razziali, dell’Olocausto e della furia nazifascista”, questo ha voluto il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, aprendo stamani la seduta dell’Assemblea nella sede dell’Ente parco San Rossore, in località Cascine Vecchie, in provincia di Pisa.

Seduta voluta per ricordare che 80 anni fa, proprio nella stessa tenuta, il re Vittorio Emanuele III firmò il provvedimento che dava il via all’applicazione delle leggi razziali in Italia.

“Svolgere in questo luogo una normale seduta del Consiglio regionale, – ha dichiarato Giani -con la sua dialettica ispirata ai principi della democrazia, sia il miglior modo per ricordare come certi atti appartengano al passato. Anche a causa dei social, assistiamo a rigurgiti di fascismo, atteggiamenti sempre rigettati dal Consiglio regionale toscano nella sua interezza”.

“Il rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo, senza alcuna discriminazione di razza – ha detto ancora Giani – è principio contenuto nella Costituzione. Quella stessa Costituzione che, volendo dare dopo il fascismo una diversa visione del sistema delle autonomie locali, ha previsto la nascita delle Regioni”.

Nel suo intervento il presidente dell’Assemblea toscana ha poi ricordato come l’applicazione delle leggi razziali sia passata attraverso varie fasi: prima “la firma da parte degli intellettuali dell’epoca di un manifesto, demenziale, che sanciva la superiorità della razza italiana”.

Successivamente, tra il settembre e il novembre del 1938, “furono varati i provvedimenti che impedivano ai bambini e ai ragazzi di frequentare le scuole e poi a tante menti brillanti di insegnare nelle università”. Atti “esecrabili e demenziali che il re Vittorio Emanuele III ha firmato proprio a San Rossore”.

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