Da domani la Toscana avrà il suo «reddito regionale di reinserimento lavorativo», una sorta di reddito di cittadinanza che punta a sostenere chi ha perso il lavoro e ha già esaurito gli ammortizzatori sociali. Le domande potranno essere presentate online attraverso il portale Toscana Lavoro.
Per favore, non chiamatelo Reddito di cittadinanza, dice il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Non passa però certo inosservato il fatto che, come ha detto lo stesso Giani si tratta di una «scelta politica», conseguenza del patto per il campo largo che ha fatto entrare in maggioranza il M5S. Qui però siamo davanti a qualcosa di diverso che potremmo definire una forma evoluta della vecchia misura di welfare fortemente voluta dal Movimento 5 stelle. Si chiama Reddito di reinserimento lavorativo. Un contributo fino a 500 euro al mese, per un massimo di 9 mesi, per persone disoccupate che non percepiscono altri sostegni nazionali o regionali e legato a percorsi obbligatori di formazione e politiche attive per il lavoro. Ma perché parlare di evoluzione del vecchio Reddito di cittadinanza e perché tornano in mente i sistemi di welfare del nord Europa? Perché è centrale in questo provvedimento la «condizionalità»: i beneficiari saranno presi in carico dai Centri per l’impiego e dovranno sottoscrivere un «patto di servizio» personalizzato. Il contributo economico sarà così vincolato alla partecipazione attiva a iniziative di orientamento, formazione e ricerca di lavoro, oltre che all’accettazione di offerte congrue. Dunque si allontana vistosamente lo spauracchio dell’assistenzialismo che tante critiche aveva animato il merito al progetto tanto voluto nel 2019 da Di Maio e soci. L’assessore al lavoro Alberto Lenzi dice che si tratta «da un lato di protezione per chi si trova in una fase di fragilità, dall’altro occasione per aggiornare competenze e migliorare l’occupabilità». Un sostegno di secondo livello con cui la Toscana prova dunque a rafforzare il proprio modello di welfare, mettendo al centro la formazione. Secondo le stime, la platea potenziale della misura supera le undicimila persone.
