Toscana: antifascismo entra in statuto regionale

antifascismo

La norma prevede che alla fine del comma 1 dell’articolo 3 dello statuto della Regione Toscana siano aggiunte le parole: “promuove, difende e pratica la memoria della Resistenza e l’antifascismo quale principio costitutivo del proprio ordinamento”.

“L’antifascismo e la Resistenza costituiscono le radici della Regione Toscana, che ha nel proprio stemma il Pegaso alato che fu del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale. Oggi il voto favorevole del Consiglio regionale a quella che era stata una proposta che abbiamo ritenuto giusto e necessario avanzare, sancisce con maggiore forza questa connotazione profondamente democratica e antifascista delle nostre istituzioni e ci impegna ancora di più sul fronte della diffusione della cultura della Memoria”.

Lo hanno dichiarato il presidente della giunta Regionale Eugenio Giani, e l’assessora con delega alla memoria, Alessandra Nardini, commentando il fatto che nello statuto della Regione Toscana entra il richiamo al principio dell’antifascismo come “valore fondante dell’azione regionale”.

Per Giani e Nardini è “cruciale ribadire questi concetti nell’attuale fase storica perché vogliamo dire con estrema chiarezza che in Toscana non c’è e non ci potrà mai essere nessuno spazio per rigurgiti nazifascisti. Nessuna sottovalutazione rispetto a episodi vergognosi accaduti nel nostro Paese e anche nei nostri territori: saluti romani, sfregi con svastiche alle lapidi in ricordo di partigiane e partigiani, attacchi alle sedi del sindacato come quelli a cui abbiamo assistito recentemente, una lista che purtroppo potrebbe essere ancora più lunga”.

Sempre a proposito di antifascismo, il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo ha detto che “la Toscana è antifascista da sempre. Da oggi è scritto nero su bianco anche nel suo statuto. Il nostro simbolo, il Pegaso alato era il simbolo del Comitato toscano di Liberazione nazionale e rappresentava della libertà del popolo italiano. Essere antifascisti oggi vuol dire riconoscersi nei valori della dignità, della libertà e dell’uguaglianza scritti nella nostra Costituzione, nata proprio dalla lotta antifascista”.

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