The State of The Union, Borrell incontra gli studenti toscani

Josep Borell

The State of The Union: l’iniziativa, al teatro della Compagnia di Firenze, dal titolo “Generazione Europa. Borrell: “Siamo molto preoccupati per quello che sta accadendo in Moldavia e che la Russia possa estendere il conflitto a quel Paese”.

Oltre 300 ragazzi, provenienti da tutta la Toscana, si sono confrontati oggi a Firenze con Josep Borrell, alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della commissione europea. L’iniziativa, “I giovani toscani incontrano Josep Borrell”, era organizzata dal Consiglio regionale della Toscana e dalla commissione Politiche europee e relazioni internazionali in occasione della Giornata dell’Europa, che si celebra il 9 maggio.

“Questa è la vostra giornata. L’Europa è il nostro sogno e il nostro futuro e soprattutto l’Europa siete voi” – ha detto il presidente dell’Assemblea toscana Antonio Mazzeo parlando ai ragazzi -. Noi tutti siamo i figli di 60 anni di pace, che è stato il più grande dono regalato dall’Europa unita, un sogno di libertà di cui dobbiamo essere tutti non solo testimoni ma anche custodi, e dovete farlo soprattutto voi”.

Mazzeo, spiega una nota, ha aggiunto, “pensavano che le devastazioni, le vite spezzate appartenessero a un passato remoto, e invece la guerra della Russia contro l’Ucraina ci fa rivivere tutto questo. In Ucraina è in gioco il destino dell’Europa, per questo dobbiamo guardare al futuro e lanciare un messaggio di speranza”. Le istituzioni europee, ha spiegato ancora il presidente, hanno saputo dare risposte coraggiose ad emergenze come la pandemia e la guerra. “Siamo in una nuova fase per l’Europa: dobbiamo solo non essere indifferenti e non voltarci dall’altra parte”.

Josep Borrell, intervenuto all’evento fiorentino sull’Unione Europea aveva detto in merito all’attuale crisi internazionale. “Dobbiamo continuare ad aiutare l’Ucraina. Dobbiamo fare pressioni alla Russia, economiche perché non prendiamo parte alla guerra. Mi sembra elementare, non capisco la gente che dice di non aiutare l’Ucraina. Se non aiutiamo l’Ucraina allora cosa?”.

“Sicuramente la Russia di Putin è stata indebolita dalle sanzioni e sta subendo una recessione che è la più forte dell’età moderna, infatti ha già registrato una perdita del 10% – diceva sempre Borrell -. Mi spiace per questo, perché ha purtroppo un effetto sulle persone normali, i russi stanno soffrendo ma il nostro obiettivo non è combattere la gente russi ma contenere le idee politiche di Putin. Ci staccheremo dall’energia russa ma dobbiamo essere realistici e dobbiamo farlo in maniera ordinata e oculata. Il gas è una risorsa energetica che non può essere sostituita da un’altra materia. Non serve solo per il riscaldamento ma anche per l’industria petrolchimica. Se non è il gas russo deve essere comunque gas. Per il petrolio è più facile e noi paghiamo molto di più alla Russia per il petrolio che per il gas. L’obiettivo è di smettere di finanziare la guerra di Putin. Iniziamo intanto con il petrolio”.

“C’è da fare una differenza fra Putin e la Russia: noi non abbiamo nulla contro il popolo russo, la questione riguarda un regime, un sistema politico, una persona. È vero che noi vogliamo indebolire Putin, ma non vogliamo portare fuori dalla storia il popolo russo”, ha concluso Borrell.

 

 

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