Studenti Universitari, flash mob davanti sede Regione Toscana

Studenti Universitari

?Firenze, con uno striscione su cui si leggeva: “-5 CFU è uno scherzo il diritto allo studio no”, alcuni studenti universitari hanno dato vita ad un flash mob davanti alla sede della Regione Toscana di Piazza Duomo.

“La regione durante la riunione ha proposto – si legge in un comunicato degli studenti universitari appartenenti alle tre sigle ‘Studenti di Sinistra’, ‘Sinistra per…’ e ‘ Link Siena’ – Una riduzione di 5 CFU (bonus Covid-19) per le università e di 10 CFU per gli AFAM. Dicendo che verranno aggiunti ai crediti bonus già esistenti. Inoltre, ha proposto la divisione in due graduatorie dove nella seconda graduatoria parteciperanno coloro che hanno ricevuto il bonus Covid-19 con una riduzione della borsa all’80 percento minimo. Rispetto al posto letto e ai servizi gli studenti con tale bonus ne usufruiranno solo dopo la prima graduatoria anche se sono stati in residenza fino a poco tempo fa”.

“Questa manovra è inutile e condannerà tantissimi studenti a perdere la borsa di studio e per i pochi che riusciranno a mantenerla si troveranno con una borsa di studio ridotta per affrontare una fase di crisi – spiegano gli studenti – Non è accettabile un trattamento del genere per coloro che subiscono gli effetti di una crisi e che portano avanti il loro percorso di studio grazie alla borsa di studio. Il governo regionale dovranno assumersi le responsabilità di tale scelta che non tiene minimamente conto della realtà, basti pensare che la riduzione è inferiore persino a un esame minimo (6 cfu), cosa evidenziata anche dai delegati delle università, o alla chiusura totale delle università per svariati mesi. Per questo nella riunione abbiamo espresso la nostra contrarietà a tale proposta e chiesto di approvare la nostra proposta”.

“La regione dopo anni di dichiarazioni sulla propria volontà di mantenere un diritto allo studio inclusivo ha deciso di lavarsi le mani del problema e penalizzare gli studenti e le studentesse – conclude il comunicato – Chiediamo che tale decisione venga riconsiderata e che venga accolta la nostra proposta per evitare l’abbandono del proprio percorso accademico di tanti studenti e studentesse”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato alcuni studenti presenti al presidio:

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