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Lun 29 Giu 2026
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Strage di Viareggio, 17 anni dopo: Moretti in carcere mentre la città rivive l’ora più buia

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Strage di Viareggio, 17 anni dopo: Moretti in carcere mentre la città rivive l'ora più buia
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Nel giorno del diciassettesimo anniversario del disastro ferroviario che costò la vita a 32 persone, la Cassazione scrive la parola fine al processo: l’ex amministratore delegato di FS si è costituito nel penitenziario di Orvieto.

A diciassette anni esatti da quella maledetta notte del 29 giugno 2009, Viareggio torna a scendere in strada per ricordare le sue 32 vittime in un clima radicalmente diverso dal passato. Il tradizionale corteo, guidato dall’associazione dei familiari “Il mondo che vorrei”, incrocia quest’anno lo storico verdetto della Corte di Cassazione che, rigettando gli ultimi ricorsi, ha reso definitive le condanne per il disastro colposo e l’incendio della stazione. Il focus della cronaca è tutto sulle conseguenze esecutive della sentenza: l’ingegner Mauro Moretti, 72 anni, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rete Ferroviaria Italiana, si è costituito presso il carcere di Orvieto, dove ha trascorso la sua prima notte in cella per espiare la pena definitiva a 5 anni di reclusione. “Accetto la decisione dei giudici, rispetto lo Stato”, sono state le parole del manager prima dell’ingresso nel penitenziario umbro, mentre i suoi legali annunciano già istanze per l’accesso ai domiciliari. Insieme a lui, la Suprema Corte ha sigillato la colpevolezza di altri 10 imputati tra dirigenti e tecnici delle officine responsabili della fallimentare manutenzione dell’assile del vagone cisterna carico di GPL. Per la comunità viareggina, che non ha mai mancato una sola delle oltre 250 udienze di questo infinito iter giudiziario lungo sette gradi di giudizio, l’anniversario di questi giorni assume il sapore di una giustizia finalmente compiuta, seppur tardiva. “Nessuno festeggia perché il dolore resta immutato”, spiegano i portavoce dei familiari, “ma per la prima volta in Italia viene sancito che la sicurezza dei cittadini deve prevalere sulle logiche del profitto dei grandi vertici aziendali”.