“Sporcarsi Le Mani Per Fare Un Lavoro Pulito”: al MAD Murate Art District.

La mostra collettiva “Sporcarsi Le Mani Per Fare Un Lavoro Pulito”, un progetto del Black Month History a Firenze, ha aperto a MAD Murate Art District.

“Sporcarsi Le Mani Per Fare Un Lavoro Pulito” prende il titolo da una frase dell’attivista Pape Diaw, e raccoglie opere di sei artisti originari di vari paesi.  Tutti lavorano intorno al tema di nozioni stereotipate della cultura italiana, esponendo il fatto che escludono gli “afro-discendenti”.

I sei sono M’Barek Bouhchichi, che viene dal Marocco; Adji Dieye (Italia/Senegal), Sasha Huber (Svizzera/Finlandia), Delio Jasse (Angola/Italia), Amelia Umuhire (Ruanda/Germania) e Nari Ward (Jamaica/USA).

Con il loro lavoro rielaborano le nozioni stereotipate che esistono nella cultura italiana intorno a quello che è africano, o afro-italiano, o afro-qualsiasi altra cosa.

E basta leggere i luoghi di provenienza indicati accanto ai nome di ogni artista per capire quanto sia necessario per la cultura italiana contemporanea guadagnare un nuovo e più articolato punto di vista. In tempi di Diciotti e Gregoretti la cosa diventa poi veramente urgente.

Il punto che la mostra “Sporcarsi Le Mani Per Fare Un Lavoro Pulito” fa con elegante parsimonia è quello di farci riflettere sul fatto che ben nascosti tra le pieghe di concetti apparentemente normali si nascondano idee vecchie e perniciose.

Idee coniate in epoche lontane quasi cento anni eppure ancora utilizzate senza che ci si renda conto di quanto riflettano una mentalità colonialista e ancora di stampo fascista.

Così, “Sporcarsi Le Mani Per Fare Un Lavoro Pulito” porta a Firenze nuovi modi di pensare. Nuovi per noi, ma ormai da anni al centro del dibattito culturale nei paesi anglosassoni. Che qui però ancora non attaccano veramente, nonostante qualche lodevole iniziativa.

Per questo la mostra rappresenta una ventata d’aria fresca. Abbiamo molto bisogno tutti di fare i conti con la nostra storia di colonizzatori. Nonchè di dare voce a chi è stato finora oggetto e mai soggetto.

Quindi grazie al Black History Month Florence, giunto a Firenze alla sua quinta edizione; e grazie a MAD Murate Art District, che presenta questa mostra davvero interessante. In collaborazione con Villa Romana (Firenze), Civitella Ranieri Foundation (Umbertide) e Galleria Continua (San Gimignano).

Occhio! Giovedì 20 febbraio alle 18.30 verrà proiettato il film Crossing the Color Line di Sabrina Onana. Si tratta di un documentario-testimonianza che presenta le storie, le esperienze e i punti di vista dei “nuovi italiani” di discendenza o origine africana.

I loro racconti in prima persona ci fanno conoscere giovani dall’identità ricca e complessa. Raccontano i loro rapporti con l’Italia, quelli con il paese d’origine dei genitori, e fanno i conti con la propria nazionalità. Alla proiezione seguirà un dialogo con la regista.

Segnalo inoltre che in concomitanza con “Sporcarsi Le Mani Per Fare Un Lavoro Pulito”, fino al 29 febbraio prosegue negli spazi dell’Emeroteca di MAD Murate Art District l’esposizione dedicata al Black Archive Alliance Vol. I e II.

Si tratta di una mostra importante. E molto efficace. Raccoglie elementi del primo e secondo volume del Black Archive Alliance, che è progetto finalizzato alla costruzione di un archivio di tutte le realtà afro-discendenti a Firenze. La consiglio caldamente a tutti. Dovrebbero vederla gli studenti di scuole di ogni grado.

E questo non è che l’inizio. Perchè “Sporcarsi Le Mani Per Fare Un Lavoro Pulito” apre un semestre che Murate Art District dedicherà a “sguardi internazionali”.  Grazie MAD. Si tratta di un lavoro davvero importante.

Margherita Abbozzo. Tutte le fotografie sono state fatte da me. In ordine di apparizione sui vostri schermi, sono di opere di M’Barek Bouhchichi (in copertina); la prima, quarta e quinta sono di Nari Ward; l’ultima è tratta dal video di Amelia Umuhire. La mostra rimane aperta fino al 14 marzo.

0 0 votes
Article Rating
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments