Siena, sindaco: ‘Azione contro ex vertici Mps, nessuna contro i nuovi’

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Il sindaco di Siena, Luigi De Mossi: “Distinguere responsabilità, apertura di credito a nuovo cda”.

Il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, è favorevole all’azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici, Fabrizio Viola e Alessandro Profumo, mentre è contrario ad un’analoga iniziativa nei confronti dell’attuale vertice. “Sono a favore di un’azione di responsabilità nei confronti della vecchia governance perché non è difficile gestire una banca facendo aumenti di capitale a ripetizione che non si capisce bene a cosa siano serviti”. Ma la “nuova governance” dell’attuale cda “va guardata per quello che sta facendo” ed è necessario che “ognuno si assuma le responsabilità che gli competono”.

“Questi signori , ha detto intervenendo per la prima volta all’assemblea di Mps – li valuteremo alla fine del loro mandato, valutando i bilanci, ma non con uno sguardo rivolto al passato. Non possiamo legare due gestioni diverse, ogni governance risponde del proprio operato”. “Bisogna iniziare a distinguere le responsabilità dei cda precedenti da quelli attuali e questo non significa né indulgenza né connivenza con l’attuale cda”. “Non dico che si veda la luce in fondo al tunnel ma una piccola fiammella c’è. Ecco, allora un’apertura di credito la dobbiamo fare, moderata, da senesi, sempre molti critici e sempre molto attenti”.

“Il 2018 ha dato un bilancio in un certo modo, valuterete voi se buono o cattivo, io ho visto un segno più” ha detto De Mossi, riconoscendo che “il 2019 non sarà così”. A questo cda “se davvero vuole segnare un segno di discontinuità” il sindaco “chiede la permanenza della direzione generale a Siena, il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, perché un conto è ristrutturare la banca per il futuro sapendo già quanti posti perderemo, un conto è tutelare quelli che già ci lavorano, che è un altro profilo necessario”. “Ancora” occorre preservare “il legame con il territorio che è fondamentale con la banca”. “Il legame con il territorio non potrà essere più solo un legame di sportello ma sulla sostenibilità, la solidarietà, l’arte e la cultura. In questo chiedo al cda di aprirsi con la città, di essere presente, di vivere la città anche in un altro modo”.

“Bisogna riconvertire questa città ma la banca deve fare il suo ruolo, utilizzare la sostenibilità, le proprie risorse per accompagnare questa città in altre professionalità senza rinunciare a quelle necessarie per il settore bancario”.

Intanto Mps corre a Piazza Affari. Il titolo è ‘congelato’ per eccesso di rialzo in asta di volatilità con un rialzo teorico del 5%.

In assemblea, l’ad Marco Morelli, ha detto che Mps ha iniziato già “lo scorso settembre” le riflessioni strategiche che includono anche possibili aggregazioni, spiegando che i vincoli del piano di ristrutturazione costringono a fare “una riflessione ovvia sulla tenuta nel lungo termine del modello di business di una banca come il Monte”. Morelli ha indicato che Mps, con i paletti del piano, con la diminuzione dell’attivo, l’aumento del costo del funding, non può generare gli stessi ricavi e redditività del ‘vecchio’Monte. Oggi Mps ha “dimensioni totalmente diverse” rispetto al passato e “la capacità di reddito di una banca con questi livelli di impieghi e raccolta è radicalmente diversa” da quella di alcuni anni fa. Da qui la necessità per il Monte, ancor più che per altre banche, di valutare opzioni strategiche alternative, anche sul fronte dell’M&A. “Si tratta di una riflessione che un cda e un management responsabile dovrebbe fare a prescindere dal quadro macro” e “anche dai paletti del piano”. “Banche come il Monte nel medio e lungo termine – ha sottolineato – hanno un tema strutturale di generazione di un ritorno superiore al costo del capitale. E’ un tema del settore”. “Su questo – ha aggiunto – il cda già a settembre dello scorso anno ha iniziato una serie di riflessioni che poi sono state estese al nostro azionista”, a cui spetta decidere.

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