Segre: Rondine, è bene comune, per lei giovani da tutto il mondo

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Immagine di archivio

Liliana Segre “è un ‘bene comune’ troppo grande per essere accolto unicamente da Rondine. Come i beni comuni più preziosi, questa eredità la accoglieremo insieme ad altri, formeremo un comitato a livello nazionale dove soggetti pubblici e privati concorreranno al successo dell’operazione. Abbiamo già le prime entusiastiche disponibilità”.

Lo afferma in una nota Franco Vaccari, fondatore e presidente di Rondine Cittadella della Pace (Arezzo) chiamando all’appello “istituzioni, attori del mondo della cultura e società civile a collaborare per questo grande passaggio di testimone” che sarà l’evento, atteso per giugno, che chiuderà gli incontri con i giovani della senatrice.
La manifestazione, si spiega, non sarà solo con gli studenti di Rondine ma raccoglierà giovani da altre parti d’Italia e del mondo. Segre, si ricorda, è una “testimonial speciale della Cittadella della Pace che ha affiancato in numerosi progetti e incontri. Vaccari, suo amico da oltre venticinque anni, l’ha sentita e voluta al cuore dell’esperienza educativo-formativa perché nel piccolo borgo aretino i giovani italiani e internazionali imparano quotidianamente la convivenza pacifica riscoprendo la persona nel proprio ‘nemico’, trasformando i sentimenti ostili e di odio, esattamente come Liliana Segre scelse di fare, il giorno della sua liberazione, al termine della cosiddetta ‘marcia della morte’, rinunciando a farsi giustizia e a uccidere il proprio aguzzino. Ed è proprio sul valore della relazione e dell’amicizia che Segre ha deciso di voler affidare la propria memoria a Rondine” dove, come ha raccontato lei stessa a Che tempo che fa, ha “degli amici speciali da una ventina d’anni che stanno in un posto che si chiama Rondine, un gruppo di persone che nel piccolo paesino ha realizzato uno studentato per amici-nemici”, spiegando di voler concludere la sua esperienza di testimonianza alle scuole proprio “in questo luogo meraviglioso in cui si parla di pace, espressione di quello che spero nella mia vita di poter vedere”.
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