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Mer 21 Ott 2026
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Scuola, si allargano le occupazioni, si prepara la mobilitazione contro Valditara

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Scuola, si allargano le occupazioni, si prepara la mobilitazione contro Valditara
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Sono quattordici gli istituti scolastici occupati a Firenze. Ultimo questa mattina l’Itis Meucci di Soffiano. Al centro della protesta i tagli governativi alle scuole. Mentre si prepara la protesta contro il ministro Valditara atteso lunedì a Firenze.

Sono 14 gli istituti superiori attualmente occupati dagli studenti a Firenze. Al momento sono il Liceo scientifico Castelnuovo, l’Iis Peano, il Liceo classico Galileo Michelangelo nei due plessi, l’Istituto tecnico Duca d’Aosta e G. Salvemini, il Liceo scienze umane G. Pascoli, il Liceo artistico L.B. Alberti Dante, succursale di via Magliabechi 9, il Liceo Machiavelli, il Liceo scientifico e linguistico Rodolico, sede di via Baldovinetti e sede di via del Podestà 98. Ed ancora il Liceo classico e musicale Alberti Dante, l’Istituto professionale Buontalenti, succursale di via de’ Bruni 6, il Liceo scientifico Gramsci, l’Iis Sassetti Peruzzi a Scandicci (Firenze), il Liceo linguistico/scientifico Capponi e l’Iis Calamandrei di Sesto Fiorentino (Firenze). I dirigenti degli istituti superiori hanno segnalato l’occupazione alle forze dell’ordine per monitorare la situazione all’interno dei plessi occupati.

Oltre alle occupazioni, gli studenti annunciano nuove iniziative per i prossimi giorni. In particolare, sui propri canali social, il Collettivo K1 del liceo Machiavelli-Capponi si prepara a manifestare il 26 ottobre, quando è previsto a Firenze il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, per partecipare al Festival delle Regioni. “Per noi quella data rappresenta un’altra occasione per far sentire la voce di chi, nelle scuole, viene sistematicamente ignorato – sottolineano i ragazzi -. Non abbiamo intenzione di restare in silenzio mentre si decide del nostro futuro senza ascoltarci: ci organizzeremo per far sentire le nostre rivendicazioni e dimostrare che le scuole fiorentine non accettano queste politiche”. Secondo gli studenti “l’occupazione di oggi è anche l’inizio di una mobilitazione che vuole continuare, coinvolgere altri studenti e portare le nostre richieste fuori dalle mura scolastiche. Non chiediamo interventi simbolici, non chiediamo promesse: pretendiamo un cambiamento concreto. Vogliamo una scuola pubblica, sicura, inclusiva, libera e accessibile a tutte e tutti”.

Intanto è in corso una discussione aspra all’artistico di Porta Romana di Firenze. “Abbiamo verificato che molti banchi, sedie, armadietti sono stati danneggiati, che tutti i locali della scuola erano stati aperti comprese la segreteria, la gipsoteca dove sono custoditi i gessi del 1800 ed è la parte museale della scuola, sotto tutela della Sovrintendenza, gli uffici tecnici che custodiscono le risorse strumentali digitali della scuola, compresi i device degli alunni con legge 104/92”. E’ un primo bilancio della tentata occupazione del liceo artistico di Porta Romana nella notte tra lunedì e martedì comunicato dalla dirigente scolastica, Laura Lozzi, e indirizzata a famiglie e studenti dopo che ieri non si sono svolte le lezioni. Inoltre, si legge ancora nel documento inviato dalla preside, “in molte aule banchi e sedie erano stati spostati per bloccare gli ingressi all’edificio. In aula 58 dedicata a Libero Andreotti sono stati spostati banconi e sedie e danneggiati gli elaborati in terracotta degli alunni del biennio”. In una nota gli studenti del collettivo Capra danno la loro versione: “Presidenza, gipsoteca e le altre aree con beni di valore sono state messe in sicurezza proprio in vista dei giorni di occupazione. Avevamo deciso fin dall’inizio di usare solo il piano terra dell’ala destra e la palestra, lasciando inaccessibile il resto dell’istituto”. “Per quanto riguarda i danni, anche se minimi, ce ne assumiamo la responsabilità. Parliamo della gamba di un banco. Nessun oggetto di valore storico è stato danneggiato”. E in merito alla tentata occupazione, parlano di “dialogo negato” e spiegano: “Abbiamo barricato con cautela gli ingressi e appeso lo striscione ‘Isa occupata’, perché fosse chiaro dall’esterno che gli allarmi non segnalavano un tentativo di furto. Verso le 4:30 sono arrivati la dirigente e il personale Ata”, poi “la dirigente ha chiamato i carabinieri e ci ha intimato di liberare la scuola entro le 8”. Quando gli studenti sono andati a riprendere gli zaini per andarsene, aggiungono nel comunicato, “un custode ha aggredito alle spalle” uno di loro “cercando di strappargli con violenza il passamontagna. Nel tragitto un altro studente è stato tirato per i capelli e un altro ancora ha ricevuto un calcio da dietro con l’intento di farlo cadere”. Questa mattina gli studenti dopo essersi radunati all’esterno dell’istituto, hanno organizzato un’assemblea straordinaria in cortile.

Intanto sui canali social i ragazzi del collettivo della Pascoli scrivono un ‘vademecum’ per evitare danneggiamenti all’interno dell’istituto: “Non si va ai piani superiori, non si fanno danni, non si gioca con la palla nelle classi. E’ un atto politico, non facciamo passare il messaggio sbagliato. La scuola è nostra e ne dobbiamo avere rispetto. Occupiamo per una scuola migliore”. Invece da una delle scuole non occupate, l’Istituto tecnico professionale Leonardo Da Vinci, gli studenti del collettivo lanciano un appello a “sfruttare” il canale di comunicazione aperto con la preside “per discutere dei motivi delle proteste e porre fine agli atti potenzialmente pericolosi avvenuti nelle manifestazioni di questi giorni fuori da scuola”. A quanto si apprende ci sono stati diversi episodi tra sabato e stamani, fuori dai cancelli, tra scoppio di petardi e lancio di fumogeni e uova. Oggi anche un doppio tentativo di forzare i cancelli, prima dall’ingresso principale poi da un’entrata secondaria, mentre era in corso un’assemblea.

“Le ragioni della protesta studentesca sono le nostre ragioni: no alla spesa per il riarmo, sì a investimenti nell’istruzione e nell’edilizia scolastica; no a un’idea autoritaria e gerarchica dell’istruzione, sì alla scuola come luogo aperto, inclusivo e democratico. Su questi temi anche la nostra organizzazione si è mobilitata e continuerà a farlo fino allo sciopero generale del 20 novembre in concomitanza con lo sciopero internazionale di giovani e studenti per la pace”. Così Cgil e la Flc Cgil di Firenze.