Il governo nomina un commissario per imporre 16 fusioni di istituti previste dal Pnrr, compreso il caso Michelangiolo‑Galileo a Firenze. La Regione: “Tagli sbagliati, colpiti didattica e lavoro”.
La Toscana è ufficialmente commissariata dal governo sugli accorpamenti scolastici. Insieme a Emilia‑Romagna, Umbria e Sardegna, la Regione finisce sotto la gestione di un commissario ad acta perché non ha applicato il piano di dimensionamento della rete scolastica previsto dal Pnrr, che in Toscana implica 16 fusioni di istituti, tra cui l’emblematico accorpamento tra i licei classici Michelangiolo e Galileo a Firenze. Secondo il ministero dell’Istruzione, il mancato rispetto dell’adempimento mette a rischio le risorse europee già assegnate all’Italia, motivo per cui Roma ha deciso di tirare dritto. Per la Toscana il commissario sarà il neo direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Luciano Tagliaferri, incaricato di firmare tutti gli atti necessari al dimensionamento. La scelta arriva nonostante i due ricorsi presentati dalla Regione: uno alla Corte costituzionale, respinto; l’altro, sostenuto anche dalla Flc Cgil, al Presidente della Repubblica, ancora in attesa di decisione. “Il governo avrebbe dovuto attendere il Colle – protestano il presidente Eugenio Giani e l’assessora all’Istruzione Alessandra Nardini – invece ha proceduto d’imperio con una decisione sbagliata, dettata solo dalla volontà di tagliare a tutti i costi e non adeguata alla realtà scolastica della Toscana”. La Regione contesta i numeri: basandosi sugli studenti reali e non sulle stime ministeriali, i tagli si dimezzerebbero, passando da 16 a 8 accorpamenti. Alla base ci sarebbe uno scostamento di circa 8.000 alunni tra i dati del Ministero e quelli dell’Ufficio scolastico regionale. “Così si rischiano ripercussioni negative sia sul piano didattico che su quello occupazionale”, avverte Palazzo Strozzi Sacrati. Sulla stessa linea la sindaca di Firenze Sara Funaro, che definisce “grave” il commissariamento: “Tagliare la scuola vuol dire colpire la crescita del Paese. Non tenere conto dei bisogni dei territori e della storicità degli istituti è un segnale molto negativo”. Nel Pd si parla di “ennesimo tentativo del governo Meloni di centralizzare e comprimere le autonomie locali in un settore delicatissimo come l’istruzione”. Per la Flc Cgil Toscana, il segretario Pasquale Cuomo denuncia “un nuovo esempio di centralizzazione e logoramento dei poteri regionali, oltre che una forma vendicativa verso chi difende una scuola diffusa sul territorio”. Di segno opposto le reazioni del centrodestra: per la deputata di Forza Italia Erica Mazzetti “il commissariamento è giusto, Giani ha cercato lo scontro per propaganda ed è stato smentito”, mentre il leghista Andrea Barabotti ricorda che “il dimensionamento è un impegno Pnrr firmato da un ministro del Pd, non da questo governo: nessuna scuola chiuderà, nessuna classe sarà tagliata”.

